Visita dellassessore regionale Mammi in due aziende agricole socie della cooperativa Agrintesa che hanno installato ventole anti-brina salvaguardando parte del raccolto.

Confcooperative FedAgriPesca ER: I cambiamenti climatici mettono a rischio la continuità delle aziende agricole, servono indennizzi rapidi e adeguati insieme a copertura dei costi per installare i sistemi di difesa.

(Castel Bolognese RA, 20 maggio 2021)I sistemi anti-brina attivati dagli agricoltori durante le gelate tardive di fine marzo e inizio aprile hanno sortito effettipositivi, salvaguardando quote di produzione. Ma si tratta di interventi limitati che ancora non riescono a proteggere la maggior parte della produzione, per questo vanno incentivati insieme ad altre azioni a tutela della frutticoltura regionale.

È quanto emerso nel corso della visita di ieri pomeriggio organizzata da Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna in due aziende agricole (Mariani Mauro e Balducci Maurizio) di Castel Bolognese (RA), socie di Agrintesa.

Ospiti deccezione lassessore regionale allAgricoltura Alessio Mammi, il direttore regionale dellassessorato Valtiero Mazzotti e la presidente della Commissione Politiche economiche Manuela Rontini che, accompagnati dal presidente della Federazione Carlo Piccinini, dai vertici della Cooperativa e dai rappresentanti delle organizzazioni agricole provinciali, hanno toccato con mano lefficaciadelle ventole anti-brina nel proteggere le fioriture dei frutteti. In particolare, la produzione si è salvata laddovelattivazione tempestiva delle ventole (che solitamente superano i 10 metri di altezza e intervengono in un raggio di alcuni ettari) ha mitigato la temperaturadurante le ondate notturne di freddo, grazie allo spostamento di aria più calda dallalto verso il basso.

Dopo le gelate del 2020, abbiamo deciso in collaborazione con le associazioni agricole e cooperative, di realizzare un bando per i sistemi antibrina e questi sono i primi risultati, e sono risultati molto positivi e incoraggianti per la nostra Regione ha dichiarato lassessore Alessio Mammi. Proprio per questa ragione lo ripeteremo nel 2021, mettendo nuove risorse per tutelare le produzioni dal gelo e dai cambiamenti climatici. Vedere gli effetti in maniera così tangibile è motivo di soddisfazione, che premia il notevole sforzo fatto per individuare le risorse necessarie, con le quali si è finanziato il 70% delle spese sostenute da coloro che hanno deciso di introdurre questi impianti. 

Siamo consapevoli che il lavoro non è finito, ma anzi, la bontà di queste prime sperimentazioni ci spinge a proseguire ed aumentare il nostro impegno. Gli uffici hanno già avuto il mandato di mettersi al lavoro ed entro l’estate verrà riproposto un nuovo bando con ancora più risorse destinate alla difesa attiva delle produzioni. Nei prossimi giorni inoltre, nell’interlocuzione che avrò con il ministro Patuanelli, mi farò portavoce di queste esigenze, perché c’è in gioco una filiera importante che coinvolge quotidianamente migliaia di aziende e un numero significativo di lavoratori.

I cambiamenti climatici stanno mettendo a repentagliola continuità delle aziende agricole. La frutticoltura della nostra regione rischia davvero di scomparire se non si interviene per tempo, con gravi ripercussioni nellindotto occupazionale ed economico del territorioha commentato Raffaele Drei, vicepresidente di Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna. Tra i numerosi sconvolgimenti generati dai cambiamenti climatici, con inverni miti e inizi di primavera particolarmente freddi, c’è anche l’anticipo delle fioriture dei frutteti che già da due anni coincide con gelate tardive devastanti per le coltivazioni. Il report del CSO Italy realizzato per l’Alleanza Cooperative Agroalimentari ha certificato solo per pesche, albicocche, susine e ciliegie un danno di 232 milioni di euro in Emilia-Romagna con oltre 200.000 tonnellate di prodotto perso a causa delle gelate”. Come spiegato da Drei alla presenza dell’assessore, le aziende agricole devono essere messe nelle condizioni di proteggersi conimportanti investimenti negli strumenti di difesa attiva delle produzioni. Bene ha fatto quindi la Regione aintervenire dopo le gelate dellanno scorso con un bando da 4,2 milioni per coprire il 70% degli investimenti delle aziende per i sistemi anti-brina. Ora ha puntualizzato Drei – siamo fiduciosi che venga fatto presto un altro bando con una dotazione finanziaria maggiore, visto che siamo al secondo anno consecutivo di gelate, ma sappiamo che questi sistemi di protezione possono solo attutire il danno e non coprirlo del tutto. Il vicepresidente di Confcooperative FedAgriPesca ER ha così invitato la Regione a fare pressing sul Ministeroaffinché si acceleri l’erogazione degli indennizzinazionali per le gelate entro fine anno, ricordando che si tratterà in ogni caso di contributi nazionali modesti e tardivi. Infine, Drei ha sottolineato come gli strumenti assicurativi messi a disposizione dalle compagnie si siano rivelati del tutto inadeguati a fronteggiare il problema e non in grado di fornire le necessarie coperture per garantire la continuità delle imprese agricole.

Abbiamo presentato allassessore due aziende d’eccellenza socie della nostra cooperativa, condotte da agricoltori lungimiranti che hanno compreso per tempol’importanza di questi sistemi attivi di protezione, investendo risorse proprie e partecipando ai bandi della Regione. E i risultati, sulle loro produzioni, sono davvero evidenti ha dichiarato Aristide Castellari, presidente di Agrintesa. È fondamentale proteggere gli agricoltori e le loro produzioni ha aggiunto -. La frutticoltura è un tassello essenziale per il tessuto economico dell’Emilia-Romagna: penso alle migliaia di imprese agricole impegnate e all’indotto occupazionale, sul fronte della raccolta e della lavorazione del prodotto. Senza unadeguata disponibilità di frutta, diventa impossibile anche per le strutture cooperative mantenere il proprio posizionamento commerciale, soprattutto nei mercati esteri. Per questo è fondamentale che le istituzioni sostengano la filiera agricola incentivando investimenti per la difesa e protezione delle coltivazioni. Agrintesa, da sempre, è impegnata a fianco dei propri soci produttori nell’affrontare le difficoltà indotte dal cambiamento climatico sia attraverso il supporto del proprio Ufficio Tecnico, sia fornendo assistenza per l’accesso a bandi e finanziamenti importanti, come quello della Regione per l’acquisto dei sistemi antibrina.

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