Registra un emblematico +27,99% la massa salari registrata dalla Cassa edile di aprile 2021 rispetto al 2020. Ma scarseggia la manodopera qualificata e aumentano i costi delle materie prime. Questa la sintesi dell’evoluzione di un settore strategico per l’economia reggiana evidenziata dalla Filca Cisl Emilia Centrale.
“Il balzo dell’aprile 2021 della massa salari certificata dalla Cassa edile, è significativo pure rispetto al 2019, essendo in questo caso superiore di + 4,04 %” osserva Salvatore Cosma segretario della Filca Cisl Emilia Centrale. “Dati che ci fanno ben sperare verso il futuro e possono essere letti come sinonimo di ripartenza del settore, grazie anche alle ristrutturazioni condominiali del 110% che finalmente nella nostra provincia sembrano decollare”.
Di pari passo al dato sopra esposto emerge in maniera preponderante un altro elemento che è quello della difficoltà delle aziende di reperire manodopera specializzata all’altezza delle nuove sfide a cui è chiamato oggi il settore dell’edilizia. “Quotidianamente – prosegue il sindacalista degli edili della Cisl – si rivolgono ai nostri sportelli sindacali imprenditori che cercano lavoratori per ottemperare e portare a termine i cantieri del 110%. Per tale motivo sul territorio tutte le parti sociali dell’edilizia si stanno prodigando al fine di prevedere nuovi corsi erogati dalla Scuola edile che è l’ente di formazione dei lavoratori dell’edilizia, al fine di qualificare i dipendenti, non dispendere le professionalità e impiegarli sul territorio su nuovi cantieri”.
“Un altro elemento di criticità del settore è l’aumento esponenziale dei prezzi delle materie prime edili, quali calcestruzzo, ferro, legno,… In effetti con l’avvio dei cantieri del Superbonus del 110% tali materie prime sono aumentate anche di oltre il 50%, ciò fa sì che le aziende debbano rivedere il costo dell’ opera, appesantendo i loro bilanci con riflessi negativi sui dipendenti. Massima attenzione, quindi, perché questo potrebbe portare a un forte rallentamento dei cantieri esistenti e gravi problematiche su quelli che partiranno anche in vista dei fondi del Recovery fund. In questo caso il superbonus potrebbe rivelarsi una bolla incontrollata che ci ipoteca il futuro”.

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