Bilancio del progetto, partito a fine estate 2019, del primario Orsi: “Risultati molto positivi, lavoriamo per estenderlo a tutto il presidio ospedaliero aziendale”

 

Un miglior recupero dopo la sala operatoria grazie a diverse professionalità sanitarie che, insieme al paziente, lavorano per ridurre il suo stress dopo l’intervento chirurgico, accelerando la ripresa ed accorciando i tempi di degenza in ospedale.

Sono i benefici assicurati da ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), un protocollo medico adottato dal 2010 anche dai professionisti dell’Azienda Usl di Parma all’Ospedale di Vaio, tra i pochi a renderlo operativo in Emilia-Romagna. Nonostante le limitazioni dovute al coronavirus, ad oggi sono già circa 60 i pazienti che hanno beneficiato di questo innovativo percorso nel trattamento chirurgico delle patologie colo-rettali.

“Nonostante un periodo difficile dovuto alla situazione pandemica, che in parte stiamo ancora vivendo – commenta Paolo Orsi, direttore del Dipartimento Chirurgico del Presidio ospedaliero dell’Azienda Usl di Parma – penso che il bilancio per questa prima fase sia molto positivo. Ora la sfida che ci attende è consolidare ed estendere ulteriormente l’utilizzo del protocollo”. “Siamo convinti che i notevoli benefici del programma ERAS – continua Orsi – come il recupero ottimizzato, una minore incidenza di complicanze post-operatorie, degenze più brevi, costi ospedalieri ridotti e l’aumento della soddisfazione del paziente, possano essere estesi ad un numero maggiore di persone, per le patologie colo-rettali ma non solo. Per realizzare tutto questo, è fondamentale un continuo coinvolgimento e valorizzazione di tutte le professionalità, in un autentico gioco di squadra”.

Il protocollo, infatti, coinvolge in modo integrato chirurghi, anestesisti, infermieri, fisiatri, fisioterapisti e nutrizionisti, oltre al paziente stesso dalle fasi di pre-ricovero fino al rientro a casa. L’obiettivo che si pone ERAS è infatti quello di un recupero post chirurgico rapido, diminuendo al contempo il rischio di complicazioni causate da una non ottimale condizione nutrizionale, fisica e motoria del paziente prima dell’intervento, dall’immobilità e della lunga permanenza in ospedale dopo la chirurgia.

I passaggi essenziali di questo protocollo, sono l’assunzione di integratori immunostimolanti nei giorni precedenti l’intervento, specifici esercizi fisici prima e dopo l’intervento, il ricorso a tecniche chirurgiche mininvasive (laparoscopiche), un controllo ottimale del dolore post-operatorio, una ripresa della mobilizzazione e dell’alimentazione fin dal giorno stesso dell’intervento chirurgico.

“Da quando è stato introdotto – ha concluso Orsi – abbiamo registrato risultati molto positivi che ci hanno indotto ad allargare tale protocollo alle altre specialità chirurgiche del Dipartimento chirurgico: Ortopedia, Urologia, Ginecologia. Per tale motivo tutti gli specialisti stanno lavorando per fare sì che il nostro presidio ospedaliero aziendale possa diventare un “ospedale ERAS” dove trattare patologie complesse con elevata competenza ma favorendo il recupero precoce dei nostri pazienti alla vita normale”.

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