Sabato 4 settembre dalle ore 17 avrà luogo nella suggestiva atmosfera del chiostro del Monastero Benedettino di Santa Maria della Neve a Torrechiara (Parma) la presentazione della novella medievale di Corrado Guiducci “Seppellite il mio cuore a Gerusalemme”, edito da Tempsclar Edizioni.

Interverranno, – presentati da Milena Barchi insieme con l’autore – Giacomo Conserva, scrittore e traduttore, oltre che psichiatra, e David Plante, romanziere e poeta. L’attrice Simonetta Checchia leggerà  alcuni brani tratti dal romanzo.

A seguire, nel Belvedere, un bicchiere di vino della Badia.

Info su www.tempsclaredizioni.it, Facebook: Tempsclar Edizioni

 


SEPPELLITE IL MIO CUORE A GERUSALEMME

di Corrado Guiducci, Tempsclar Edizioni, Parma, 2021.

L’opera, ambientata nel 1300 tra Scozia, Francia e Spagna, si innesta nel filone della tradizione medievale della Chanson de geste, narrando – tra storia e leggenda, e ricorrendo al classico escamotage del manoscritto ritrovato – della missione di un Cavaliere, Sir James (The Black) Douglas e dei suoi compagni, per riportare alla pace e seppellire in Gerusalemme il cuore del loro amato Re.
In questo viaggio, per mare e per terra, “le armi e gli amori” si intrecciano e risuonano lungo il cammino, e fino alla fine.

Un piccolo Èpos, un canto dell’Anima e dall’Anima. L’Autore ci conduce in un viaggio che ognuno di noi può compiere, assieme a Sir James – the Black – Douglas ed ai suoi Cavalieri, per portare alla pace in Gerusalemme il cuore di Robert I Bruce, Re di Scozia, così come il proprio.

E vuole essere, più di tutto, un cammino ideale e spirituale che dal Medioevo ci porta, con grazia e profondità, ad interrogarci sul Senso ultimo delle prove e delle sconfitte, degli smarrimenti e delle rivelazioni, degli snodi che rendono l’esistenza degli Spiriti Liberi una scelta autentica. La missione affidata dalla Storia può dunque fallire, ma tanti sanno essere i doni – di Fede e Conoscenza – che ogni Cavaliere e Pellegrino della Vita porta riposti sul cuore, come il cofanetto sul petto di Sir James.
Se vi è il coraggio di un altro vedere. «Già, non era la vita corporea e terrena quella che andava salvata, e Douglas lo sapeva bene. Era la vita, quella vera, quella duratura, quella che non cambiava ed era immutabile nell’eternità, che lui avrebbe salvato».

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