AL FESTIVAL DELLA SCIENZA MEDICA SISTEMI SANITARI A CONFRONTO
STEPHEN POWIS (NATIONAL HEALTH SERVICE): “9 MILIONI DI INGLESI HANNO GIÀ RICEVUTO LA TERZA DOSE. TRA QUALCHE SETTIMANA LA PILLOLA ANTICOVID”. SILVIO BRUSAFERRO (ISS): “PER SCONFIGGERE LA PANDEMIA PROSPETTIVA GLOCAL”. MAGRINI (AIFA): “LIBERIAMOCI DALLA PAURA, VACCINI SICURI”

“Tra qualche settimana l’antivirale Merck contro il Covid verrà introdotto nel Regno Unito, e siamo certi che porterà grandi vantaggi nella pratica clinica: ad oggi circa un milione di persone sono state trattate con successo nel mondo”: lo ha detto Stephen Powis, National Medical Director al National Health Service inglese e Professore di Nefrologia all’University College di Londra, intervenuto alla settima edizione del Festival della Scienza Medica in programma in live streaming da Bologna (www.festivalscienzamedica.it).

Il professor Powis ha ripercorso le fondamentali tappe dell’andamento della pandemia nel Regno Unito, che nelle ultime settimane ha visto un rialzo dei casi, oggi nuovamente in discesa. “Abbiamo retto l’urto aumentando il numero di letti di terapia intensiva, l’agilità del nostro National Health Service ci ha consentito di implementare i servizi e innovare i sistemi di cura, anche seguendo i pazienti a casa. I vaccini hanno ovviamente rappresentato la svolta: oggi circa 9 milioni di persone hanno già ricevuto la terza dose, così da mitigare la progressiva riduzione dell’immunità, ciò che ci permette di guardare con più serenità al futuro. In più, la genomica ci ha enormemente aiutato: ad oggi abbiamo sequenziato circa il 25% dei pazienti positivi, ciò che ci ha consentito di raccogliere dati che ci hanno fornito indicazioni preziosissime per una migliore comprensione del virus”. Powis ha riflettuto anche sul sistema dell’informazione: “siamo stati catapultati al centro dell’attenzione dell”opinione pubblica e consultati dalla politica in misura che mai si era verificata prima: gli incontri quotidiani delle 17 a Downing Street durante la prima ondata sono diventati un appuntamento irrinunciabile per i cittadini inglesi. Vero è anche che moltissimi si sono sentiti a un certo punto “epidemiologi”, parlando senza gli strumenti adeguati di epidemiologia, curve, e questo ovviamente ha fatto sì che spesso le informazioni fossero distorte”.

Sul palco è salito anche Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e portavoce del CTS, che ha fatto il punto sulla realtà della sanità pubblica prima e dopo la pandemia. “La pandemia deve essere affrontata a livello territoriale e insieme nazionale e internazionale: senza una prospettiva glocal non è possibile pensare di avere il controllo della situazione. In Italia è stata fondamentale l’adesione dei cittadini alle misure messe in campo”. Sulla tenuta del Sistema Sanitario: “È stato evidente che avevamo trascurato diverse cose, tra le quali la prevenzione. È altrettanto evidente che dobbiamo ripensare la formazione degli operatori sanitari e ragionare su come fare in modo che quanto via via emerge dalla ricerca possa diventare rapidamente patrimonio di tutti. È il tempo di ricostruire, a vario titolo, i rapporti di fiducia che in troppi casi sono venuti meno, il rapporto di fiducia tra medico e paziente, la fiducia nella scienza, la fiducia nella capacità di reazione della società se rema tutta compatta verso un unico obiettivo” ha concluso.

Il Direttore di AIFA Nicola Magrini ha nuovamente sottolineato l’importanza dei vaccini, e il rischio della esitazione vaccinale, un fenomeno non nuovo e inserito dalla WHO nella lista dei 10 maggiori pericoli per la salute: “un fenomeno sicuramente amplificato dalla overdose informativa che ci ha sommerso in questi due anni: per questo è necessario che a ogni livello si risponda con tempestività alla disinformazione”. Secondo Magrini dobbiamo liberarci dalla paura: “di fronte a un virus ignoto la scienza ha ottenuto risultati straordinari, vaccini la cui sicurezza è ampiamente dimostrata, ottenuti grazie a tecnologie ormai pronte e mature, impegno di moltissimi ricercatori, a notevoli investimenti economici nella ricerca pubblica e privata, e ad uno sforzo di collaborazione e condivisione senza precedenti”.

Col titolo “Covid-19. Cosa abbiamo imparato dalla pandemia” torna il 6 novembre 2021 in diretta da Palazzo Pepoli di Bologna il Festival della Scienza Medica, ideato da Fabio Roversi-Monaco e giunto alla settima edizione, promossa da Fondazione per la Promozione e lo Studio della Scienza Medica, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e l’Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo. Obiettivo dell’incontro è promuovere una riflessione su quale eredità la pandemia abbia lasciato e se vi siano – nella complessiva tragedia – insegnamenti da non disperdere, per progettare un sistema più previdente ed efficiente.

Il Festival ha il Patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna e della Città Metropolitana di Bologna. IntesaSanpaolo e Farmaindustria sono main partners della manifestazione, che gode anche del sostegno incondizionato di Alfasigma, Astellas, AIOP, Colibrì, Dompè, Gruppo Villa Maria, Sanipiù, Rekeep, EmilBanca e Coswell.

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