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Nasce una didattica inclusiva, aperta e vicina alle esigenze della contemporaneità.

 

Bologna 6 aprile 2022 – Nasce con Wedu una nuova didattica dedicata al mondo della scuola. Sviluppata da un team di giovani appassionati di cultura, scienze e nuove tecnologie, la piattaforma Wedu si posiziona tra i prodotti innovativi per la formazione creati per soddisfare le nuove esigenze. L’idea di questa giovane start up bolognese coglie appieno la necessità di un rinnovato ruolo delle competenze digitali nell’istruzione e catalizza i cambiamenti in atto mentre apre nuovi scenari.

La visione di questo giovane gruppo di laureati, specializzati in mediazione culturale, innovazione didattica e nuove tecnologie per i beni culturali, è indirizzata alle scuole e agli insegnanti che vogliono offrire ai loro studenti esperienze di studio stimolanti e coinvolgenti, per scoprire o approfondire le materie affrontate in classe, attraverso tour virtuali guidati, laboratori online e materiali didattici.

Per mezzo di Wedu, bambini e ragazzi realizzano una vera e propria immersione didattica, condotti da guide virtuali: archeologi, divulgatori scientifici, storici ed esploratori, pronti a rispondere alle loro curiosità. Tra i tour on line, proposti per le scuole primarie, sono: A spasso nella PreistoriaViaggio nell’antico EgittoUn giorno nell’antica RomaViaggio al centro della cellula. Per le Secondarie di I grado: Medioevo: tra fantastico e mostruosoElisabetta I, una donna sul trono d’InghilterraLa giornata futurista.

Il team Wedu opera una continua ricerca dei musei più nascosti e di luoghi da raccontare. L’amministratore Michele Luccioletti è specializzato in comunicazione e didattica dell’arte e ha lavorato come content creator per note piattaforme di online learning e come multimedia designer, per musei ed enti culturali. Fiammetta Cantini, la responsabile didattica, è specializzata in management dei beni e delle attività culturali; per Wedu si occupa del recruitment, formazione e coordinamento dei mediatori coinvolti nel progetto. Gli altri collaboratori sono: Maria Rosaria Orditura, Fabio Luccioletti, Leonello Trivelli e Alessandro Canalicchio. Il gruppo di lavoro, nel portare online il patrimonio culturale e scientifico, cerca sempre un confronto con studenti e docenti, attraverso feedback e conversazioni, in un costante scambio di pratiche.

I tour virtuali sono rivolti prevalentemente alle scuole primarie e a quelle secondarie di primo grado (ma sono previsti anche pacchetti per quelle di secondo grado). I percorsi formativi sono disponibili e prenotabili per la fine dell’anno scolastico 2021/22. Si tratta di lezioni interattive della durata di 1 ora. Il costo per classe comprende un incontro conoscitivo con le guide ed eventuali risorse didattiche associate al tour. La partecipazione di colleghi e altri accompagnatori è gratuita. Tutti i tour virtuali sono condotti live sulla piattaforma Google Meet. Ogni docente riceve un link a cui collegarsi, una volta effettuata la prenotazione.

Il lavoro del team Wedu comprende delle partnership con musei e associazioni culturali, al fine di realizzare a nuovi format didattici e laboratori innovativi per la scuola.  Questo percorso formativo immersivo viene integrato da kit per tutti i cicli di studio, per approfondire le tematiche con schede per il docente e attività da realizzare con i propri alunni. Le attività didattiche sono realizzate da un team composto da undici mediatori culturali, provenienti da tutta Italia e specializzati in diverse discipline.

In questo particolare momento storico, l’impiego di uno strumento come Wedu, diviene particolarmente interessante per la crescente consapevolezza sull’utilizzo della tecnologia per l’apprendimento. Inoltre l’aumento di fondi per l’innovazione scolastica (che al momento ammontano a 40 milioni),  è destinato a fare entrare nelle scuole animatori digitali e accelerare i processi di digitalizzazione negli istituti scolastici, attraverso la formazione di docenti che avranno il compito di realizzare il Piano nazionale scuola digitale.

La sfida di Wedu è quindi offrire un servizio per docenti ed enti culturali (musei, associazioni e aziende) con un accesso semplice ed efficace a strumenti e proposte di didattica innovativa, capaci di parlare lo stesso linguaggio degli studenti: il digitale. Le esperienze digitali hanno anche il vantaggio di ridurre i divari economici tra  gli alunni, poiché permettono di fruire a basso prezzo di esperienze coinvolgenti e offrono un’istruzione di qualità a tutti gli alunni.

Oltre a progettare attività didattiche online, Wedu svolge formazione per i mediatori culturali e le guide turistiche. Inoltre, offre servizi di consulenza personalizzata ad enti culturali e aziende, interessate a promuovere la propria realtà alle scuole e implementare le proprie iniziative nella formazione. Anche per le imprese infatti, un tour virtuale o un laboratorio didattico online, rappresentano un’occasione per entrare in contatto con le scuole e far conoscere la propria realtà, come operatore sociale e culturale del            Paese, a cui si aggiunge l’opportunità di comunicare il proprio marchio, sul piano nazionale. La ricerca e l’innovazione sono altri aspetti di Wedu, che hanno consentito di usufruire di strumenti per ricostruzioni 3D, realtà aumentata e tool per la creazione di materiali didattici interattivi, in grado di migliorare l’esperienza di apprendimento.

Wedu è stata creata a maggio dello scorso anno. L’idea nasce a Bologna nel luglio del 2019, durante la Summer School “Entrepreneurship in Humanities” della Fondazione Golinelli, dove si è aggiudicata il premio “Marino e Paola Golinelli” per la migliore idea d’impresa. Il progetto iniziale, con il quale a febbraio 2020 la startup è stata selezionata  per il Programma di Accensione Imprenditoriale dell’Università di Bologna, prevedeva la creazione di una piattaforma digitale che agevolasse gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie  nell’organizzazione di uscite e viaggi di istruzione.

Michele Luccioletti, co-fondatore di Wedu: “Più che una didattica tecnologica, alla scuola servono pratiche educative nuove e realmente abilitanti per gli alunni. In questi anni di emergenza abbiamo scoperto che con il digitale possiamo fare moltissimo: non per sostituire la dimensione fisica, ma per compenetrarla e aumentare i percorsi di apprendimento, favorire l’inclusività e rendere i discenti più capaci e coinvolti. Con un tour virtuale didattico possiamo ricreare esperienze davvero senza precedenti: viaggiare in luoghi inaccessibili perché lontani nello spazio e nel tempo, rivivere la storia come in un gioco di ruolo, scoprire come funzionano la natura e la scienza grazie a simulazioni immersive e interattive. Non è solo un modo nuovo di viaggiare, è soprattutto un modo diverso di frequentare il mondo e imparare a conoscerlo con più strumenti di prima”.

Fiammetta Cantini, responsabile didattica di Wedu:“Il nostro servizio si articola completamente nell’online: questo ci permette non solo di collegarci con scuole e classi di tutta Italia, ma anche di collaborare con  professionisti della divulgazione selezionati e provenienti da tutto il territorio italiano, specializzati negli argomenti e nei luoghi presenti nei nostri tour (Napoli, Venezia, Roma…). I nostri collaboratori sono storici, archeologi, divulgatori scientifici e mediatori culturali già operanti nel settore museale, altamente specializzati proprio nel raccontare il nostro patrimonio a bambini e ragazzi. Con loro, condividiamo una metodologia comune, basata sull’esperienza e la mission di Wedu: rendere il patrimonio culturale il più possibile aperto e accessibile a tutte e tutti. Per questo, tutte le nostre attività sono sempre svolte in diretta, e gli educatori incoraggiano e stimolano l’interazione continua, che prima di essere tecnologica è soprattutto umana”.

Secondo i feedback dei docenti, la visita virtuale è un’ottima integrazione alla          spiegazione fatta in classe; ne amplia l’efficacia grazie alla potenza di immagini, video e audio e grazie all’impiego di pratiche come lo storytelling multimediale, la gamification e l’impiego di mappe interattive, che facilitano l’apprendimento soprattutto per gli alunni con bisogni educativi speciali (BES). Per questi motivi le attività di Wedu sono state inserite tra le buone pratiche didattiche della regione Campania e della città di Padova.

Il team di Wedu è composto da: Michele Luccioletti, amministratore, specializzato in Comunicazione e Didattica dell’Arte si occupa di valorizzazione e didattica del patrimonio culturale in ambiente digitale. Ha lavorato come content creator per note piattaforme di online learning e come multimedia designer per musei ed enti culturali. Fiammetta Cantini, responsabile didattica, specializzata in Management dei beni e delle attività culturali, per Wedu si occupa del recruitment, della formazione e del coordinamento dei mediatori culturali coinvolti nel progetto. Maria Rosaria Orditura, laureata in Filologia classica e specializzata in Digital Humanities, con un focus sulle nuove tecnologie per la didattica. Ha esperienza come docente, nel campo dell’editoria accademica e della comunicazione. Fabio Luccioletti, web developer, studente di Ingegneria Informatica e sistemista presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (sez. di Firenze), si occupa delle risorse informatiche del progetto. Leonello Trivelli, advisor, Ph.D in Economia e Management e ricercatore all’Università di Pisa, esperto in progettazione e sviluppo di nuove idee di business e strategie d’impresa. Alessandro Canalicchio, advisor, consulente aziendale per startup innovative, per più di trent’anni manager presso la software house Infogroup del gruppo Intesa Sanpaolo.

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