UTILE NETTO DI PERIODO PARI A € 112,7 MILIONI

 

UTILE PRE TASSE PARI A € 158,3 MILIONI IN RIALZO DEL 50% RISPETTO A € 105,5 MILIONI DEL      1° TRIMESTRE 2021 AL NETTO DELLE COMPONENTI STRAORDINARIE

 

I RISULTATI DEL TRIMESTRE MOSTRANO UNA FORTE CRESCITA DELLA REDDITIVITA’, NONOSTANTE IL DIFFICILE CONTESTO ESTERNO

 

 

  • Risultato della gestione operativa pari a € 325,3 milioni in aumento del 54,0% a/a

 

  • Proventi operativi netti pari a € 883,7 milioni (+16,6% a/a) grazie all’aumento delle commissioni che si attestano a € 450,6 milioni (+37,3% a/a), sostenute dalle positive dinamiche commerciali

 

CONFERMATO IL MIGLIORAMENTO RAGGIUNTO NELLA QUALITA’ DEL CREDITO

 

NPE RATIO PARI AL 4,9% LORDO E 2,0% NETTO, INVARIATI RISPETTO A FINE 2021

 

COPERTURA NPE AL 60,6% VS. 60,4% DI FINE 2021

 

  • Copertura sofferenze al 73,2%, UTP al 49,0% e crediti performing in stage 2 al 4,0%
  • Esposizione creditizia verso controparti basate in Russia marginale. Nessuna esposizione diretta nel portafoglio titoli di Gruppo

 

  • Default rate annualizzato molto contenuto pari all’1,0%

 

  • Costo del credito annualizzato, spesando gli impatti attesi dalle esposizioni verso la Russia, pari a 57 p.b.[1], in calo rispetto a 67 p.b.[2] dell’esercizio 2021

 

ELEVATA POSIZIONE PATRIMONIALE E DI LIQUIDITA’ CHE CONSENTE DI AFFRONTARE CON FIDUCIA L’INCERTEZZA DELL’ATTUALE SCENARIO MACRO

 

 

  • Proforma CET1 ratio fully phased[3] al 13,64% in aumento dal 13,50% di fine 2021, largamente superiore al requisito minimo SREP (8,3%)

 

  • LCR al 224% e NSFR > 100%

 

CREDITI PERFORMING NETTI PARI A € 77,1 MILIARDI (+5,7% A/A)

 

FINANZIAMENTI EROGATI NEL TRIMESTRE A FAMIGLIE E IMPRESE PARI A                                                  € 2,7 MILIARDI (+2,3% A/A)

 

RACCOLTA DIRETTA A € 99,4 MILIARDI (+5,2% A/A)

 

RACCOLTA INDIRETTA PARI A € 161,3 MILIARDI, DI CUI € 81,2 MILIARDI RIFERITI AI COMPARTI DEL RISPARMIO GESTITO E BANCASSURANCE VITA (+4,0% A/A)

 

  • Raccolta netta positiva nel trimestre per € 422,6 milioni, nonostante il rallentamento del mese di marzo dovuto all’aumento delle volatilità sui mercati finanziari

 

 

Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca (la “Banca”) ha esaminato e approvato in data odierna i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 31 marzo 2022.

L’Amministratore Delegato Piero Luigi Montani commenta: “Il primo trimestre dell’anno è stato purtroppo caratterizzato dallo scoppio a fine febbraio della guerra in Ucraina a seguito dell’invasione russa, con pesanti ripercussioni umanitarie, sociali ed economiche.

Il quadro è stato ulteriormente aggravato da crescenti pressioni inflazionistiche, che rischiano di impattare pesantemente il tessuto produttivo nazionale e i consumi delle famiglie.

In tale contesto i risultati del primo trimestre della Banca hanno evidenziato una redditività in forte crescita, registrando un utile netto di periodo pari a 112,7 milioni di euro, dopo aver spesato 45,7 milioni di euro relativi al contributo al Single Resolution Fund.

Il risultato della gestione operativa ha chiuso a 325,3 milioni di euro in rialzo del 54,0% rispetto al primo trimestre del 2021, grazie anche al rafforzamento della posizione competitiva realizzato lo scorso anno.

Il miglioramento raggiunto nella qualità del credito nel 2021 è stato confermato anche nel primo trimestre di quest’anno, in particolare con riferimento al NPE ratio che si è attestato al 4,9% lordo (2,0% netto) invariato rispetto a fine 2021 e al grado di copertura dei crediti deteriorati pari al 60,6%.

La solidità della Banca rimane elevata, con un CET1 ratio fully phased al 13,64% ampiamente superiore all’attuale requisito minimo SREP dell’8,3%, cosi come la posizione di liquidità che presenta indici regolamentari ben oltre le soglie minime previste.

Sul fronte della sostenibilità è importante sottolineare che nel mese di marzo abbiamo deciso di aderire alla Net-Zero Banking Alliance, rafforzando il già significativo percorso avviato nel contrasto al cambiamento climatico. A questo si aggiunge la recente partnership siglata con SACE per finanziare la transizione energetica delle imprese verso modelli di produzione a minore impatto ambientale, anche in coerenza con gli obiettivi del PNRR. Tale iniziativa si inserisce in una serie di attività che BPER ha intrapreso da anni per integrare nel proprio modello di business i temi legati alla sostenibilità.

L’attuale contesto di mercato, caratterizzato da un’elevata incertezza e crescenti pressioni inflazionistiche, ci pone davanti a nuove sfide, che il Gruppo BPER saprà affrontare efficacemente grazie ai progressi compiuti sul fronte della generazione dei ricavi, alla solida posizione patrimoniale e di liquidità e ai significativi miglioramenti raggiunti nell’ambito della qualità del credito.

Tali aspetti saranno inoltre ulteriormente rafforzati con le azioni e le misure previste dal nuovo Piano Industriale che sarà presentato al mercato nel corso del mese di giugno”.

 


Conto economico consolidato[4]: dati principali

Il margine di interesse si attesta a € 376,4 milioni in crescita del 9,6% rispetto al 1° trimestre 2021, grazie in particolare al maggior contributo della componente commerciale pari a € 336,1 milioni (+15,2% a/a). Tra le altre principali componenti si registrano, inoltre, il contributo dei fondi TLTRO-III, al netto degli interessi pagati sulle somme depositate presso BCE, pari a € 29,8 milioni (€ 31,8 milioni nel 1° trimestre 2021) e il contributo derivante dal portafoglio titoli per un importo di € 22,9 milioni (€ 29,0 milioni nel 1° trimestre 2021). Rispetto al 4° trimestre 2021 il dato è in calo del 2,5% principalmente per effetto del minor numero di giorni di calendario del 1° trimestre 2022            (-0,3% al netto di tale effetto).

Le commissioni nette sono pari a € 450,6 milioni in aumento del 37,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel dettaglio le commissioni relative al comparto della raccolta indiretta e bancassurance si assestano a € 197,6 milioni in rialzo del 37,4% a/a, mentre le commissioni riferibili all’attività bancaria tradizionale ammontano a € 252,9 milioni in crescita del 37,2% a/a. Rispetto al 4° trimestre 2021 il dato è in calo del 4,0% principalmente in seguito alla consueta stagionalità positiva del trimestre scorso che beneficia delle commissioni di performance riferite al risparmio gestito (€ 18,5 milioni). Al netto di queste ultime il dato risulta in linea con il trimestre precedente.

La voce dividendi risulta pari a € 0,3 milioni rispetto a € 1,7 milioni del 1° trimestre 2021 (€ 5,5 milioni nel 4° trimestre 2021).

Il risultato netto della finanza è positivo per € 58,9 milioni rispetto a € 76,2 milioni del 1° trimestre 2021 (€ 23,6 milioni nel 4° trimestre 2021), nonostante l’aumento della volatilità dei mercati finanziari registrata da fine febbraio in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina.

I proventi operativi netti ammontano a € 883,7 milioni in aumento del 16,6% rispetto al 1° trimestre 2021 (€ 897,5 milioni nel 4° trimestre 2021), trainati dalla crescita dei ricavi core (margine di interesse e commissioni nette) pari a € 827,0 milioni (+23,1% a/a).

Gli oneri operativi sono pari a € 558,4 milioni rispetto a € 546,5 milioni nello stesso periodo dello scorso anno. Nel confronto con il 4° trimestre 2021 (€ 858,3 milioni) il dato è in calo del 34,9%. In dettaglio:

  • Le spese per il personale risultano pari a € 352,2 milioni in aumento rispetto a € 302,1 milioni del 1° trimestre 2021 per effetto dell’ingresso di nuove risorse in seguito al ramo acquisito lo scorso anno. Rispetto al 4° trimestre 2021 (€ 557,2 milioni) il dato è in calo del 36,8%, anche per effetto delle spese di carattere straordinario registrate nel trimestre scorso, legate principalmente alla manovra di ottimizzazione degli organici volta a favorire il ricambio generazionale delle risorse.
  • Le altre spese amministrative ammontano a € 160,7 milioni in calo sia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-15,4%) che rispetto al 4° trimestre 2021 (-11,1%)
  • Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali risultano pari a € 45,6 milioni in riduzione del 16,3% rispetto al 1° trimestre 2021. Nel confronto con il 4° trimestre (€ 120,3 milioni), che includeva svalutazioni straordinarie per € 67,4 milioni, il dato è in calo del 62,1%. Al netto delle citate componenti non ricorrenti il dato risulta in diminuzione del 13,8%.

Il risultato della gestione operativa è pari a € 325,3 milioni in rialzo sia rispetto a € 211,2 milioni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente (+54,0%), che rispetto al 4° trimestre 2021 (€ 39,2 milioni).

Le rettifiche di valore nette per rischio di credito si attestano a € 113,2 milioni rispetto a € 418,8 milioni registrate nel 1° trimestre 2021 (€ 122,8 milioni nel 4° trimestre 2021), e includono € 16,3 milioni di rettifiche (classificate nella sotto voce “altre attività finanziarie”) relative alle esposizioni per cassa verso la Russia calcolate sulla base della probabilità di perdita attesa, stimata su tali posizioni. Il costo del credito annualizzato, si attesta pertanto a 57 p.b.[5], in calo rispetto al dato ordinario registrato nell’esercizio 2021 pari a 67 p.b.

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri sono pari a € 12,2 milioni (-70,2% a/a e -52,6% t/t) e includono € 5,0 milioni relativi alle esposizioni fuori bilancio (crediti di firma) verso controparti basate in Russia.

I contributi ai fondi sistemici si riferiscono al pagamento ordinario per l’anno 2022 al Fondo di Risoluzione Unico (“Single Resolution Fund”) e sono pari a € 45,7 milioni.

Si evidenzia che nello schema di Conto economico riclassificato, per chiarezza espositiva, tali contributi sono esposti in una riga separata, mentre nello schema di Banca d’Italia sono ricompresi all’interno della voce 190 b) “Altre spese amministrative”.

L’utile (perdite) da investimenti è pari a € 4,0 milioni e si confronta con una perdita di € 250,7 milioni registrata nel 1° trimestre 2021 (€ -27,4 milioni nel 4° trimestre 2021) che includeva tra l’altro rettifiche degli avviamenti per € 230,4 milioni.

L’utile della gestione corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 158,3 milioni in aumento del 50,0% rispetto a € 105,5 milioni del 1° trimestre 2021 al netto delle poste straordinarie legate al ramo acquisito lo scorso anno.

Le imposte sul reddito ammontano a € 39,6 milioni.

L’utile di periodo si attesta pertanto a € 118,7 milioni e comprende un utile netto di pertinenza di terzi pari a                            € 6,1 milioni.

L’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo è pertanto pari a € 112,7 milioni.

 

Stato patrimoniale consolidato: dati principali

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie designate al fair value) si attesta a € 99,4 miliardi (+5,2% a/a). All’interno dell’aggregato la componente principale è rappresentata dalla raccolta da clientela ordinaria che ammonta a € 93,8 miliardi, costituita principalmente da conti correnti e depositi per € 89,4 miliardi, in aumento del 4,2% a/a. La raccolta istituzionale è pari a € 5,6 miliardi, in rialzo rispetto ai € 4,1 miliardi del 31 marzo 2021 principalmente in seguito all’aumento pronti contro termine passivi.

La raccolta indiretta da clientela raggiunge € 161,3 miliardi, in leggera crescita rispetto al 31 marzo 2021 (€ 160,7 miliardi). All’interno dell’aggregato:

  • la raccolta gestita aumenta a € 61,8 miliardi (+2,2% a/a).  Rispetto al 31 dicembre 2021 il dato risulta in calo del 4,7% esclusivamente a causa dell’effetto mercato.
  • il portafoglio premi assicurativi riferibile al ramo vita è pari a € 19,4 miliardi in crescita sia rispetto al dato di fine 2021 (+0,7%) che rispetto al 31 marzo 2021 (+9,9%).
  • la raccolta amministrata si attesta a € 80,1 miliardi (-3,0% a/a e -2,5% rispetto al 31 dicembre 2021).

I crediti lordi verso la clientela sono pari a € 81,6 miliardi (-0,4% da fine 2021), di cui crediti “performing” per € 77,6 miliardi (-0,4% da fine 2021) e crediti deteriorati per € 4,0 miliardi (-0,4% da fine 2021). L’incidenza di questi ultimi sul totale dei crediti lordi (NPE Ratio lordo) è pari al 4,9%, invariata rispetto al 4° trimestre 2021.

Con riferimento alla composizione dei crediti deteriorati lordi, le sofferenze sono pari a € 2,0 miliardi (-0,4% da fine 2021); le inadempienze probabili si attestano a € 1,9 miliardi (+0,5% da fine 2021); i crediti scaduti ammontano a € 109,6 milioni (-14,2% da fine 2021).

I crediti netti verso la clientela sono pari a € 78,7 miliardi (-0,5% da fine 2021). All’interno dell’aggregato, i crediti “performing” netti sono pari a € 77,1 miliardi (-0,5% da fine 2021), di cui € 7,5 miliardi di crediti garantiti dallo Stato.

Si evidenzia, inoltre, che l’ammontare delle esposizioni lorde verso controparti residenti in Russia, Bielorussia e Ucraina, è pari a € 58,1 milioni (in calo rispetto ai € 66,8 milioni del 31 dicembre 2021), di cui € 28,3 milioni per cassa, alle quali si aggiungono € 29,8 milioni fuori bilancio (crediti di firma) sulle quali l’ammontare della perdita attesa risulta limitata.

I crediti deteriorati netti ammontano a € 1,6 miliardi in calo dell’1,0% rispetto a fine 2021. L’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale dei crediti netti verso clientela (NPE ratio netto) è pari al 2,0% invariata rispetto al dato di fine 2021. Il coverage ratio del totale dei crediti deteriorati è in leggero aumento a 60,6% dal 60,4% di fine 2021.

Con riferimento alle singole componenti dei crediti netti deteriorati, le sofferenze nette sono pari a € 0,5 miliardi          (-5,2% rispetto a fine 2021) con un livello di copertura in aumento al 73,2% (71,8% a fine 2021); le inadempienze probabili nette si attestano a € 1,0 miliardi (+3,4% rispetto a fine e 2021) con un livello di copertura pari al 49,0% sostanzialmente in linea con il livello di fine  2021 (50,4%); i crediti scaduti netti ammontano a € 76,7 milioni                   (-18,9% rispetto a fine 2021) con una copertura del 30,0% in aumento rispetto al 25,9% di fine 2021.

La copertura dei crediti performing si attesta a 0,64% in aumento rispetto al 0,57% di fine 2021, in particolare la copertura delle esposizioni classificate a Stage 2 è pari al 4,0% rispetto al 3,5% di fine 2021.

La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 2,6 miliardi determinata dalla differenza tra i crediti verso banche di € 21,3 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 23,9 miliardi. L’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea (“BCE”) del Gruppo BPER, interamente composto da fondi “TLTRO III” con scadenza triennale è stabile a € 18,4 miliardi. Gli strumenti finanziari utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato ammontano a € 29,0 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 9,1 miliardi disponibili, ai quali si aggiungono € 20,0 miliardi di depositi presso la BCE.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 27,9 miliardi (20,6% del totale attivo). All’interno dell’aggregato, i titoli di debito ammontano a € 26,8 miliardi (95,9% del portafoglio complessivo) con una duration in area 2,5 anni al netto delle coperture e includono € 13,9 miliardi riferiti a titoli governativi e di altri enti sovranazionali, di cui € 8,5 miliardi di titoli di Stato italiani.

I mezzi patrimoniali complessivi ammontano a € 6,9 miliardi, con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari a € 0,2 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato dell’esercizio, si attesta pertanto a € 6,7 miliardi.

Per quanto riguarda gli indici di liquidità LCR (“Liquidity Coverage Ratio”) e NSFR (“Net Stable Funding Ratio”), al 31 marzo 2022 l’indice LCR è pari al 224%, mentre l’indice NSFR è stimato al di sopra del 100%.

 

Capital ratios

I ratios patrimoniali al 31 marzo 2022, calcolati con la metodologia AIRB per i requisiti sul rischio di credito, risultano pari a:

  • Common Equity Tier 1 (CET1) ratio Phased In proforma[6] pari a 14,1% (14,5% al 31 dicembre 2021). L’indice calcolato in regime di piena applicazione (“Fully Phased” proforma[7]) è pari al 13,6% (13,5% al 31 dicembre 2021);
  • Tier 1 ratio Phased In proforma[8] pari a 14,5% (14,8% al 31 dicembre 2021);
  • Total Capital ratio Phased In proforma[9] pari a 17,0% (17,2% del 31 dicembre 2021).

 

 

Principali dati di struttura al 31 marzo 2022

Il Gruppo BPER Banca è presente in diciannove regioni italiane con una rete di 1.742 (oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER Bank Luxembourg S.A).

I dipendenti del Gruppo sono pari a 18.120 rispetto ai 18.128 di fine 2021.

 

Prevedibile evoluzione della gestione

L’attività economica dell’area euro è cresciuta dello 0,2% nell’ultimo trimestre del 2021[10] ed è rimasta debole anche nei primi mesi del 2022 a causa soprattutto degli effetti negativi derivanti dallo scoppio del conflitto armato in Ucraina a seguito dell’invasione russa, che sta avendo pesanti ripercussioni sull’economia europea e non solo. La conseguente impennata dei prezzi dell’energia e delle materie prime ha spinto l’inflazione al 7,5% a marzo dal 5,9% di febbraio causando nuove difficoltà di approvvigionamento alle imprese che si sono aggiunte alle strozzature già preesistenti nelle catene di fornitura. Inoltre, sul lato della domanda la persistenza di elevate pressioni inflazionistiche nel medio periodo rischia di frenare i consumi e gli investimenti più del previsto.

L’andamento dell’economia sui cui pesa un elevato grado di incertezza dipenderà pertanto dall’evoluzione e durata del conflitto nonché dall’impatto delle sanzioni vigenti e da eventuali ulteriori misure.

In tale scenario saranno importanti i sostegni derivanti dalle politiche fiscali di ristoro a famiglie e imprese che verranno messe in atto dai vari governi europei, nonché il successo nell’attuazione dei piani nazionali di investimento previsti dal programma Next Generation EU, in particolare nell’ambito della transizione ecologica ed energetica.

Con riferimento all’attività della Banca, pur tenendo conto della forte incertezza che caratterizza lo scenario macro e salvo significativi peggioramenti del quadro geopolitico, sono previsti ricavi in crescita rispetto allo scorso anno grazie al rafforzamento della posizione competitiva.

In particolare la componente commissionale dovrebbe beneficiare di un’attività di finanziamento alla clientela prevista in aumento, trascinata anche dagli investimenti previsti dal PNRR.

Sul fronte dei costi, continueranno le azioni di efficientamento e razionalizzazione volte a contenere da un lato gli impatti inflattivi e dall’altro i costi per gli investimenti che saranno previsti dal nuovo Piano Industriale. La qualità del credito continuerà ad essere oggetto di particolare attenzione, anche alla luce dei citati rischi di un rallentamento della crescita economica. La posizione di capitale è attesa rimanere comunque su livelli elevati.

 

 

Verifica dei requisiti di indipendenza in capo ad un Amministratore

Il Consiglio di Amministrazione ha preso atto che, a seguito dell’assunzione della carica di Presidente del Consiglio di amministrazione della Controllata Banco di Sardegna S.p.A. da parte del Consigliere della Capogruppo Gianfranco Farre, sono venuti meno, in capo a quest’ultimo, i requisiti di indipendenza previsti dall’art. 13, comma 1, lettera c), del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 169/2020.

 

Gli Amministratori di BPER Banca che, attualmente, risultano in possesso dei requisiti di indipendenza, quali declinati dall’art. 17 comma 4 dello Statuto sociale, sono pertanto dieci, in numero ampiamente superiore a quanto previsto dalla normativa vigente.

 

Nel corso di una prossima seduta, il Consiglio di Amministrazione provvederà alla verifica annuale dei requisiti di indipendenza in capo a tutti i propri componenti qualificati come indipendenti.

 

 


 

 

Si precisa che – con riferimento alle disposizioni normative intervenute con modifica del TUF (D.Lgs. 25 del 15 febbraio 2016) che fanno seguito alla Direttiva europea 2013/50/UE (Transparency II) e della successiva Delibera CONSOB n. 19770 del 26 ottobre 2016 – BPER Banca ha deciso su base volontaria di provvedere, in continuità con il passato, alla pubblicazione del Resoconto intermedio di gestione consolidato del Gruppo al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun anno.

Il documento sarà disponibile a breve presso la Sede sociale, sul sito internet della Banca (www.bper.it e https://istituzionale.bper.it), di Borsa Italiana S.p.A. e del meccanismo di stoccaggio autorizzato (www.1info.it).

Ad integrazione delle informazioni riportate, si allegano i prospetti su base consolidata di Stato patrimoniale e di Conto economico (in versione trimestralizzata ed anche riclassificata) al 31 marzo 2022, oltre ad un riepilogo dei principali indicatori.

 

 


 

 

 

 

 

Note

[1] Calcolato per il primo trimestre 2022 considerando la voce 130 a) Finanziamenti verso clientela (€ 96,1 milioni) e includendo € 16,3 milioni di rettifiche relative alle esposizioni per cassa verso la Russia comprese nella voce 130 a) Altre attività finanziarie.

[2] Costo del credito calcolato escludendo € 310 milioni di rettifiche addizionali.

[3] Il CET1 ratio Fully Phased pro-forma è stimato escludendo gli effetti delle disposizioni transitorie in vigore e includendo il risultato di periodo per la quota parte non destinata a dividendo, ovvero simulando, in via preventiva, gli effetti dell’autorizzazione rilasciata dalla BCE per il computo di tali utili nei Fondi Propri ai sensi dell’art. 26, par. 2 della CRR.

[4] Si ricorda che nel 2021 è intervenuta una variazione del perimetro del Gruppo BPER Banca in seguito all’inclusione delle attività e passività nonché del contributo economico apportato dal ramo acquisito, costituito da 587 filiali ex UBI Banca con efficacia a partire dal 22 febbraio 2021 e da 33 filiali di Intesa Sanpaolo con efficacia a partire dal 21 giugno 2021.

[5] Si veda nota 1.

[6] I ratios patrimoniali Phased in sono calcolati in coerenza con le disposizioni previste nel Regolamento (UE) n. 2395/2017, il quale modifica il Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) per quanto riguarda le “Disposizioni transitorie volte ad attenuare l’impatto dell’introduzione dell’IFRS 9 sui Fondi Propri”. Il Regolamento ha introdotto il regime transitorio (c.d. Phased in) offrendo la possibilità alle banche di mitigare gli impatti dell’IFRS 9 sui Fondi Propri in un periodo di 5 anni (da marzo 2018 a dicembre 2022) sterilizzando nel CET1 l’impatto con l’applicazione di percentuali decrescenti nel tempo. Il Gruppo BPER Banca ha scelto di adottare il cosiddetto “approccio statico”, da applicare all’impatto risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 esistenti al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 risultanti al 1° gennaio 2018. I valori “pro-forma” di tali ratios includono nel calcolo il risultato di periodo per la quota parte non destinata a dividendo, ovvero simulando, in via preventiva, gli effetti dell’autorizzazione rilasciata dalla BCE per il computo di tali utili nei Fondi Propri ai sensi dell’art. 26, par. 2 della CRR.

[7] Vedi nota 3.

[8] Vedi nota 6.

[9] Vedi nota 6.

[10] Stima preliminare Eurostat pubblicata il 29 aprile 2022.

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