Fitopatologie causano 40% perdite raccolti. Crea, Italia coinvolta

 

epa09863286 Springtime scenery as peachtree orchards with blooming branches are seen in the plain of Imathia region, near the city of Veria, Greece, 30 March 2022 (issued 01 April 2022). In the recent years more and more tourists have been attracted by the phenomenon of blooming peaches, which symbolizes the coming of spring. EPA/DIMITRIS TOSIDIS

 

ROMA, 07 MAG – Parassiti e malattie delle piante causano fino al 40% delle perdite nei raccolti agricoli, responsabili di un ennesimo peggioramento della fame nel mondo, con enormi danni economici e carestia.

Dalla locusta del deserto ai moscerini della frutta, ma anche, entrando nei confini italiani, dalla Xylella alla Cimice asiatica a quella del Pinolo.

E’ questa la realtà che ha fatto sì che il 12 maggio si celebrerà la prima Giornata internazionale annuale della salute delle piante. A deciderlo è la Fao, raccogliendo l’eredità dell’Anno internazionale 2020-2021 dedicato proprio a questo tema. Globalizzazione, commercio e cambiamento climatico, nonché la ridotta resilienza dei sistemi di produzione a causa di decenni di intensificazione dell’agricoltura, secondo la Fao, sono tra i fattori che hanno portato a questa situazione.

Diverse le specie aliene che hanno aggredito le piante italiane, ricorda all’ANSA Pio Federico Roversi, direttore Crea Difesa e Certificazione. Se la Cimice asiatica nel solo 2019 ha causato perdite alla frutticoltura italiana per oltre 600 milioni di euro, quelle per la Xylella fastidiosa hanno ormai superato 1,5 miliardi. Altre malattie hanno causato danni meno rilevanti in termini assoluti ma importanti perché hanno colpito prodotti di nicchia, come il Leptoglossus occidentalis, la Cimice dei Pinoli che ha praticamente annullato la produzione per l’industria nazionale. (ANSA).

    Le arance ed i mandarini del Giardino Torre nel Museo e real Bosco di Capodimonte donate ad Emergency, Napoli, 17 febbraio 2021. Per il progetto “Nessuno Escluso” a sostegno delle famiglie in difficoltà della città di Napoli. Finiranno sulle tavole delle famiglie disagiate e di coloro che più hanno pagato e stanno pagando le conseguenze della pandemia da Coronavirus le arance ed i mandarini del Giardino Torre. Il frutteto reale nel Bosco di Capodimonte, l’ultimo giardino produttivo rimasto attivo, uno scrigno di biodiversità. I volontari di Emergency , insieme agli operai della ditta Euphorbia, che si occupa della cura del verde del Bosco di Capodimonte raccoglieranno gli agrumi per donarli al progetto “Nessuno Escluso” nella città di Napoli. ANSA/CESARE ABBATE

     

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