Applausi per l’Ucraina e gli italiani, tra i favoriti per la vittoria la Kalush Orchestra

 

The opening ceremony of the Eurovision Song contest in Turin, Italy, 08 May 2022. The 66th annual Eurovision Song Contest (ESC 2022) will have two semi-finals, held at the PalaOlimpico on 10 and 12 May, and a final on 14 May 2022. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

 

Un tappeto turchese nel Gran parterre juvarriano, il giardino settecentesco della Reggia di Venaria, ha accolto le quaranta delegazioni dell’Eurovision Song Contest, dando ufficialmente il via alla kermesse con una sfilata reale di duecento metri.

Dalla Citroniera alla Galleria di Diana sulle orme della storia, per portare al mondo il messaggio nobile e universale della musica: quello della pace invocata tanto dagli artisti sul Turquoise Carpet quanto dagli organizzatori e dalle istituzioni presenti.

A condurre la cerimonia nella residenza sabauda alle porte di Torino, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, Gabriele Corsi, Mario Acampa e Carolina Di Domenico.

Acclamati dal pubblico, che sventola le bandiere dei diversi Paesi, gli artisti sfilano nelle loro originali mise: da Emma Muscat in versione dea greca, ai ‘pirati’ della Georgia, dai ‘lupi gialli’ norvegesi al total red della spagnola Chanel.

Emma Muscat in versione dea greca alla cerimonia d’apertura

Tra i più applauditi Mahmood e Blanco, accolti da una vera e propria ovazione sulle note di Brividi, e Achille Lauro, in gara per San Marino.

 

Mahmood e Blanco accolti dal pubblico durante la sfilata 

Tra i favoriti per la vittoria la Kalush Orchestra, in rappresentanza dell’Ucraina. “È molto importante per la cultura dell’Ucraina farsi vedere, mostrare quanto è identificabile, quanto è unica”, dicono i membri della band, che ammettono di percepire nei loro confronti “una grande attesa: questo aumenta la responsabilità su di noi, stiamo facendo il massimo per rappresentare il nostro Paese al meglio”.

Di pace parlano anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. “Dal Piemonte, attraverso il palcoscenico internazionale dell’Eurovision, desideriamo non solo raccontare al mondo la bellezza della nostra terra, ma anche lanciare un messaggio di fratellanza e di pace. L’Italia ha accolto più di 100 mila persone in fuga dall’Ucraina e 10 mila sono in Piemonte. Il nostro abbraccio d’affetto è rivolto a tutti coloro che in questo momento lottano per la loro libertà”, sottolinea Cirio, mentre Lo Russo si dice “onorato di ospitare a Torino questo importantissimo evento mondiale, anche per il messaggio di pace e fratellanza europea che lancia soprattutto in un momento così complicato dalla guerra in Europa”.

Da martedì sera si inizia a fare sul serio, con la prima semifinale al PalaOlimpico. “Sono prontissimo”, dice Achille Lauro, che nella sua esibizione monterà un toro meccanico. “Cantare live è una delle cose che più mi piace”, osserva Blanco, che con Mahmood sfila per ultimo. “Anche se ho già fatto l’Eurovision, mi sembra un po’ la prima volta – conclude il due volte il vincitore di Sanremo – Siamo super felici di farlo nel nostro Paese: qui ci fermano, ci caricano, sentiamo una grande adrenalina”.

Achille Lauro in rappresentanza di San Marino all’Eurovision

 

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