Tagli corsi serali a Parma, solite bizzarrie dei politici parmensi

A Roma non contano nelle questioni dei loro collegi e poi si lamentano: intanto i loro capi annunciano la soppressione di altre 9600 cattedre

Circa un anno fa il governo (ministeri dell’Istruzione e dell’economia), senza tenere minimamente in conto gli esponenti politici parmensi dell’eterogenea maggioranza che lo sostiene, applicò un taglio agli organici degli insegnanti della provincia di Parma che ha reso difficile la prosecuzione dei corsi di scuola serale: nei mesi scorsi erano intervenuti esponenti del Pd parmense lamentandosi pubblicamente dell’accaduto, adesso appena iniziata la campagna elettorale per il comune. apprendiamo che ci saranno interventi anche della Lega presso il governo.

Gli esponenti di questi partiti parlano come se il Ministero dell’Istruzione fosse guidato da altri e non da loro stessi, evidentemente seppur eletti non hanno voce in capitolo nelle scelte politiche della loro stessa maggioranza che interviene nel loro collegio senza nemmeno avvisarli. Proprio nei prossimi giorni i parlamentari eletti nel nostro territorio saranno chiamati ad esaminare un decreto legge varato lo scorso 30 aprile, proprio all’indomani della Festa dei Lavoratori, che prevede il taglio negli organici dei docenti di altre 9600 unità, considerando che almeno pubblicamente si stracciano le vesti contro il taglio degli insegnanti decisi dai loro capi, sarebbe meglio che chiariscano adesso, prima delle elezioni comunali, se voteranno a favore di tale provvedimento o contro?

Intanto – fa notare Salvatore Pizzo coordinatore della Gilda degli insegnanti di Parma e Piacenza – i maggiori sindacati rappresentativi del corpo scolastico, tra cui anche la Gilda degli Insegnanti, il prossimo 30 maggio hanno proclamato lo sciopero generale”

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