Due nuovi autografi verdiani entrano a far parte del patrimonio dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani: si tratta di una lettera di Giuseppe Verdi a Salvadore Cammarano, spedita da Milano il 2 giugno 1845 (epoca della composizione di Alzira), e del biglietto di condoglianze inviato dal compositore a Giulio Ricordi per la morte di suo padre Tito, il 10 settembre 1888. L’acquisizione si deve alla generosità di Antonio Mastrolia, bibliofilo e collezionista che ha acquistato i due documenti da collezionisti privati per poi donarli all’INSV lo scorso 7 giugno, quando è stato accolto dal Segretario generale dell’Istituto, Jessica Anelli, e dal Segretario scientifico Giuseppe Martini. Gli autografi sono di indubbia importanza per gli studiosi e gli appassionati, poiché vanno a completare alcuni tasselli mancanti nella sconfinata produzione epistolare del Maestro di Busseto.

Il testo della lettera a Salvadore Cammarano era infatti sinora noto solo grazie alla minuta trascritta da Verdi nei Copialettere. La lettera definitiva inviata al librettista presenta però alcune differenze rispetto al testo conosciuto. Nella missiva, Verdi lamentava di non avere ancora ricevuto dall’impresa del Teatro di San Carlo di Napoli il permesso di rimandare di un mese il debutto di Alzira, richiesto a causa di problemi gastrici. A riprova di questi, Verdi aveva spedito un certificato medico, ma l’impresario napoletano Vincenzo Flauto aveva fatto orecchio da mercante. <Rispetto alla bozza, – spiega Giuseppe Martini ­– la lettera inviata differisce sostanzialmente in tre punti: Verdi aggiunge di “aver fatto sempre scrupolosamente il mio dovere” ma toglie il proprio disappunto per la risposta di Flauto, presente ancora nella minuta; in un post-scriptum, inoltre, comunica di aver ricevuto una lettera di Cammarano del 20 giugno, a noi non pervenuta. Interessante anche il fatto che, dai timbri postali, risulta che la lettera di Verdi arrivò a Napoli il 9 giugno: proprio quel giorno, Flauto concesse la posticipazione della prima di “Alzira”. La lentezza postale fu complice di molti disguidi nella comunicazione fra il compositore e il Teatro di San Carlo>. Il testo definitivo di questa lettera non compare nella seconda edizione del Carteggio Verdi-Cammarano (1843-1852), pubblicato dall’Istituto Nazionale di Studi Verdiani poco prima che l’autografo venisse ritrovato.

Quanto al biglietto di condoglianze di Verdi a Giulio Ricordi, il testo era già noto ma il biglietto, venduto anni fa da Sotheby’s di Londra, era finito nelle mani di un collezionista privato da cui Mastrolia lo ha recentemente acquistato.

Oggi, tante lettere di Giuseppe Verdi sono ancora in possesso di privati: l’acquisizione rappresenta un nuovo passo nel minuzioso lavoro di ricostruzione dei carteggi dell’operista portato avanti dall’Istituto Nazionale di Studi Verdiani.

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