Incontro in Turchia tra Lavrov e il ministro turco Cavusoglu: nodo chiave resta lo sminamento del Mar Nero

 

epa10001822 A handout photo made available by the press service of the Russian Foreign Affairs Ministry shows Turkish Foreign Minister Mevlut Cavusoglu (R) and Russian Foreign Minister Sergei Lavrov (L) attending a joint news conference following their talks in Ankara, Turkey, 08 June 2022. The Russian Foreign Minister is on a working visit to Turkey. EPA/RUSSIAN FOREIGN AFFAIRS MINISTRY / HANDOUT MANDATORY CREDIT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

 

Prosegue l’avanzata russa nell’est dell’Ucraina e intanto sul fronte diplomatico si fa sempre più calda la questione del grano.

La Russia non attaccherà se l’Ucraina inizierà attività di sminamento presso i suoi porti per fare passare navi che trasportano grano.

LA SITUAZIONE SUL CAMPO
 Due ospedali sono stati distrutti dai bombardamenti russi a Severodonetsk e Rubizhne come mostrano le nuove immagini satellitari scattate da Maxar Technologies e pubblicate dalla Cnn. Sul tetto della struttura ospedaliera di Severodonetsk era stata dipinta una grande croce rossa. Nel sud di Rubizhne oltre all’ospedale sono stati rasi al suolo anche un’azienda farmaceutica e gli edifici circostanti.Kiev sostiene che l’avanzata nella zona è stata, comunque, frenata. “Nella direzione di Severodonetsk l’esercito di Kiev sta frenando all’assalto delle truppe russe, i combattimenti continuano. Anche il tentativo di prendere il controllo delle vicine città di Toshkivka e Ustinivka è stato respinto”: afferma nel suo rapporto operativo della mattina lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, riportato da Unian. “Nelle direzioni Avdiivka, Novopavlivska e Zaporizhzhia, intenso bombardamenti sulle posizioni ucraine negli insediamenti di Pisky, Lubomyrivka, Avdiivka, Novobahmutivka, Orikhiv, Komyshuvakha, Vodiane, Pervomaiske, Marinka, Opytne”, afferma lo Stato maggiore. “Nessuno si arrenderà a Severodonetsk. I russi vogliono catturare la città entro il 10 giugno. Si stanno svolgendo feroci battaglie, i nostri difensori stanno combattendo per ogni centimetro della città”, ha dichiarato il capo militare regionale del Lugansk Sergiy Gaidai, citato dal Guardian. “I russi non controllano la strada Lysychansk-Bakhmut, ma sparano pesantemente. Noi non usiamo questa strada, è troppo pericolosa. Le truppe russe progettano nuovamente di attraversare il fiume Seversky Donets per creare una testa di ponte per l’offensiva”, ha aggiunto.

“Oltre 31.000 militari russi sono già morti in Ucraina. Dal 24 febbraio, la Russia paga ogni giorno quasi 300 vite dei suoi soldati per una guerra completamente insensata contro l’Ucraina. E comunque verrà il giorno in cui il numero delle perdite, anche per la Russia, supererà il limite consentito”, ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram.

 

DIPLOMAZIA E GRANO
Intanto la diplomazia si muove per la questione del grano. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha ricevuto ad Ankara l’omologo russo Serghei Lavrov. La “preparazione tecnica” per creare corridoi sicuri per il trasporto di grano dai porti dell’Ucraina attraverso il mar Nero “sarà completata il prima possibile”, ha affermato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu durante una conferenza stampa congiunta ad Ankara con l’omologo russo Serghei Lavrov trasmessa dalla Tv di Stato Trt. La richiesta della Russia di revocare le sanzioni è “legittima”, dice la Turchia nell’ambito del colloquio tra il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu e l’omologo russo Serghei Lavrov ad Ankara sulla crisi alimentare. Con il ministro turco, ha detto Lavrov, abbiamo parlato “dei problemi di trasporto del grano ucraino che i colleghi occidentali cercano di presentare come una catastrofe: in realtà solo meno dell’1% della produzione mondiale di grano e di altri cereali bloccati. Questo non ha a che fare con la crisi alimentare”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in conferenza stampa ad Ankara dopo l’incontro con l’omologo Cavusoglu. Lavrov ha tuttavia detto di apprezzare “gli sforzi dei nostri amici turchi per per sbloccare il grano, sminare i porti ucraini e permettere l’accesso alle navi straniere che al momento sono in ostaggio”. “La crisi alimentare non ha origine da questa guerra”, ha detto ancora Lavrov nella conferenza stampa congiunta ad Ankara. “La federazione russa non ha creato alcun ostacolo per il passaggio”. “La Russia continua la propria guerra anche oltre le frontiere ucraine attraverso le menzogne. Dice di voler impedire una carestia globale ma ruba le riserve di grano. E noi stiamo avviando una contro iniziativa della verità. La Russia non rispetta alcuna legge o convenzione di guerra e chiameremo i responsabili con il loro nome”. Lo ha detto il presidente della Rada dell’Ucraina Ruslan Stefanchiuk parlando alla Plenaria del Parlamento europeo. “Chi ha causato tanti danni dovrà risarcirli”, ha attaccato.

 

RIAPERTO IL PORTO DI BERDYANSK
Il porto dell’Ucraina sud-orientale di Berdyansk, occupato dai russi, è stato riaperto dopo lo sminamento e si prevede che le prime navi con il grano prenderanno il mare alla fine di questa settimana, ha riferito all’Agenzia russa Tass Vladimir Rogov, membro del consiglio direttivo dell’autoproclamata amministrazione locale “Tutto è pronto per la spedizione del carico, e probabilmente il grano partirà per primo. In realtà qui c’è molto grano, tutti gli elevatori sono pieni”. Le prime navi dovrebbero lasciare il porto alla fine di questa settimana”, ha detto. I territori occupati dall’esercito russo nella regione sud-orientale ucraina di di Zaporizhzhia stanno fornendo grano al Medio Oriente. Lo ha dichiarato il capo dell’autoproclamata amministrazione militare-civile Yevgeny Balitsky in un’intervista al canale televisivo Rossiya 24, citato dall’agenzia russa Interfax. “Stiamo inviando grano attraverso la Russia e i contratti primari sono stati firmati con la Turchia – ha detto – i primi treni sono partiti dalla Crimea per il Medio Oriente. Si tratta di un mercato tradizionale per l’Ucraina”. La crisi alimentare e del grano ucraino è frutto di “un freddo, insensibile e calcolato assedio di Putin ad alcuni dei Paesi e delle persone più vulnerabili del mondo. Il cibo è diventato parte dell’arsenale del terrore del Cremlino”, ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen parlando alla Plenaria del Parlamento europeo e ribadendo che le sanzioni europee non colpiscono i prodotti alimentari bloccati in Ucraina.

Ieri l’ex presidente russo Medvedev attacca intanto gli occidentali, definendoli “bastardi” che devono “sparire”.

 

 

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