Il figlio più grande, di 13 anni è stato soccorso e ricoverato. Con loro anche un amichetto che si è salvato e ha dato l’allarme

 

Tragedia in mare a Fano (Pesaro Urbino), dove un papà di 44 anni e il figlioletto di 8 anni sono annegati nel tratto di mare davanti alla spiaggia di Gimarra.

Il figlio più grande, di 13 anni, è stato invece soccorso e rianimato e poi trasportato all’ospedale materno infantile di Ancona.

Con i tre c’era anche un amichetto del figlio, anche lui 13enne: è riuscito a uscire dall’acqua da solo e a dare l’allarme alla madre degli altri due bambini, che era rimasta sulla spiaggia.

Il gruppetto è entrato in acqua dopo le 8, nonostante il mare fosse molto mosso e sventolasse la bandiera rossa, segnale di balneazione pericolosa. A quell’ora non era ancora attivo il servizio di salvataggio. Probabilmente a causa di un fortissima onda di risacca i tre sono stati trascinati verso la scogliera frangiflutti: il padre Davide Zandri, operaio, residente in un centro della Valmetauro, forse ha battuto la testa. A prestare i primi soccorsi il titolare di uno stabilimento balneare e due volontari di protezione civile, esperti di sport acquatici che erano nei pressi. Sono entrati in mare anche loro e hanno recuperato il padre e il 13enne, che hanno ventilato in acqua durante il ritorno alla spiaggia. Inutili le manovre rianimatorie sul padre, mentre il ragazzino si è ripreso ed è stato trasportato in ambulanza prima all’ospedale di Fano, poi a quello di Ancona con un principio di annegamento: ora respira autonomamente e i medici hanno deciso di non ricoverarlo in rianimazione. Del più piccolo invece nessuna traccia per diverse ore. Sulla spiaggia sono arrivati il 118, la polizia locale, il sindaco Massimo Seri, tanti volontari. Sull’area sono confluiti mezzi navali e aerei della Guardia costiera, coordinati dalla Capitaneria di porto di Pesaro, e anche i nuclei di sub della Guardia costiera e dei vigili del fuoco. Un elicottero ha sorvolato l’area ininterrottamente. Alla fine, intorno alle 17:00, il corpo del piccolo è stato avvistato su un’altra scogliera, nei pressi della linea ferroviaria e della SS16 Adriatica. Una tragedia che ha devastato una famiglia andata al mare per un sabato di relax.

SOCCORRITORE: CON MARE GROSSO BAGNO PERICOLOSO
“Non entrate in acqua, non fate il bagno, quando il mare è in queste condizioni”. E’ l’appello di Enzo Maggi, uno dei soccorritori del tragico bagno sulla spiaggia di Gimarra a Fano: il padre è annegato, il figlio tredicenne è stato rianimato e portato in ospedale, ma risulta disperso il figlio più piccolo che avrebbe 8 anni. Maggi è presidente di Maredentro, associazione fanese che si occupa di sport acquatici e protezione civile per il soccorso in mare. Oggi il mare è grosso e sventola la bandiera rossa, che segnala la pericolosità della balneazione. “E’ un appello che lancio da anni – dice all’ANSA -. Quando il mare è così non mettetevi in pericolo e non mettete in pericolo gli addetti al salvataggio. Abbiate rispetto per i vostri limiti, per chi vi dovrà poi soccorrere, abbiate rispetto per il mare. E’ una campagna che porto avanti da anni, specie nelle scuole. Le istituzioni dovrebbero attivarsi di più. Non servono divieti per legge, serve un cambiamento culturale, una cultura del mare: l’Italia ha 8.800 km di coste e queste tragedie non dovrebbero più accadere”.

 

     

    RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

    Lascia una Replica

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.