Ancora missili nel Donetsk, morti tre civili

 

 

Le forze russe hanno sferrato la notte scorsa un massiccio attacco missilistico contro la città di Mykolaiv, nell’Ucraina meridionale: almeno 10 missili, lanciati probabilmente da un sistema terra-aria S-300, hanno colpito varie parti della città.

L’agenzia di stampa Associated Press scrive che è stato colpito anche un cantiere navale nell’estuario del fiume Bug.

Tre civili sono stati uccisi e 12 sono rimasti feriti durante i bombardamenti delle forze russe nella regione ucraina di Donetsk (est) nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko, secondo quanto riporta Ukrinform.

Dall’inizio dell’invasione russa, nella regione di Donetsk sono stati uccisi 623 civili e 1.598 sono rimasti feriti.

La Russia ha iniziato una guerra e non vuole finirla, mentre l’Ucraina difende la propria terra: lo scrive su Facebook il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riporta Ukrinform. “Questa è una guerra in Ucraina che la Russia ha iniziato, che la Russia continua e che la Russia non vuole finire. L’Ucraina difende la propria terra, la propria sovranità, il proprio territorio. L’Ucraina sta combattendo per la pace”, ha scritto Zelensky, aggiungendo che si tratta di un crudele paradosso del XXI secolo, ed è una realtà per gli ucraini.

Circa 38.300 soldati russi sono stati uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione, secondo l’esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che si registrano anche 220 caccia, 188 elicotteri e 688 droni abbattuti. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1.684 carri armati russi, 846 sistemi di artiglieria, 3.879 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 15 navi e 166 missili da crociera.

Gli agenti dell’intelligence russa sono stati incaricati di determinare e tracciare le rotte utilizzate per trasferire le armi occidentali in Ucraina: lo riferisce l’intelligence militare ucraina. Gli addetti militari russi in tutta l’Unione europea sono stati incaricati non solo di determinare le rotte e gli itinerari delle spedizioni, ma anche le quantità delle partite di armi che i Paesi alleati consegnano a Kiev. Per questo, prosegue l’intelligence, i russi hanno ricevuto attraverso canali di comunicazione criptati l’ordine di intensificare nell’Ue il reclutamento di agenti di polizia e civili coinvolti in queste spedizioni. Inoltre, nelle regioni confinanti con l’Ucraina, le spie russe stanno cercando di coinvolgere i rappresentanti delle comunità locali e gli attivisti filorussi. “Quando ricevono tali proposte di cooperazione dai russi, gli europei si rivolgono immediatamente alla polizia e alle agenzie di sicurezza”, si legge in un rapporto.

Almeno 50.000 soldati russi sono stati uccisi o sono rimasti feriti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina: le forze di Mosca hanno perso così oltre il 30% della loro efficacia nei combattimenti sul campo. Lo ha dichiarato oggi l’ammiraglio Tony Radakin, capo di Stato Maggiore della Difesa del Regno Unito, al programma Sunday Morning della BBC One. Per questo motivo, ha proseguito, l’esercito ucraino è “assolutamente” convinto di vincere la guerra: Kiev vede “una Russia in difficoltà, una Russia che, secondo le nostre stime, ha perso più del 30% della sua efficacia di combattimento terrestre”.

La Polonia ha accolto 4,81 milioni di rifugiati dall’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa: lo riferisce Radio Polonia, secondo Ukrinform, che cita un rapporto dell’agenzia della Guardia di frontiera polacca. “Dal 24 febbraio, un totale di 4,81 milioni di persone sono entrate in Polonia dall’Ucraina”, ha scritto l’agenzia in un tweet. Nella sola giornata di venerdì sono arrivati nel Paese circa 25.100 rifugiati dall’Ucraina, rispetto ai 24.800 del giorno precedente. Sempre dal 24 febbraio, inoltre, 2,88 milioni di persone hanno lasciato la Polonia per andare in Ucraina, mentre le persone che sono entrate in Ucraina dalla Polonia venerdì sono state circa 23.300.

 

 

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