­Il centro città come un set cinematografico, invaso da mezzi della II guerra mondiale e figuranti in divisa. “Venti di Guerra e Carbonara” ha raccontato così la storia di questo piatto iconico, nato 68 anni fa al Grand Hotel Des Bains di Riccione. Nel pieno della rievocazione storica è andata in scena una gara a base di spaghetti alla Carbonara che ha visto opporsi i bagnini romagnoli, simboli della Riviera, e l’erede dello chef che inventò la ricetta. Incoronato il vincitore, resta in piedi la sfida più grande: Attilio Cenni, direttore del Des Bains, ospiterà in hotel per un anno chi sarà in grado di dimostrare, documenti alla mano, un’origine alternativa per la Carbonara. Scatta la caccia al tesoro tra vecchi menù e ricettari: riuscirà Riccione a mantenere il primato?

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Ieri viale Ceccarini e tutta Riccione si sono svegliati nel pieno di una battaglia culinaria. Venti di Guerra e Carbonara – la prima ufficiale, dopo l’edizione zero del 2021 – si è rivelata un “piatto” ricco di sorprese, a partire dagli ingredienti: decine di mezzi della Seconda Guerra Mondiale, soldati alleati e della Wehrmacht, insieme a uno schieramento di bagnini romagnoli trasformati, per l’occasione, in chef. Un successo di pubblico e una festa decisamente originale.

Tutti si sono ritrovati per celebrare un evento storico, l’invenzione della carbonara. La paternità della ricetta spetta infatti a Riccione: nel 1944, per festeggiare lo sfondamento della Linea Gotica, i generali alleati chiesero allo chef Renato Gualandi di cucinare la cena della vittoria, consegnandogli delle derrate, ovvero uova in polvere, formaggio, pasta e bacon. Una spolverata di pepe, ed ecco in tavola la prima carbonara della storia, nata precisamente al Grand Hotel Des Bains. Attilio Cenni, l’attuale direttore dell’hotel, ne è convinto al punto da aver lanciato il guanto di sfida a tutta Italia, e in particolare ai laziali. “Chiunque mi porterà le prove documentali e verificabili di una ricetta analoga creata prima del 18 settembre 1944 potrà alloggiare nel mio albergo per un anno intero, gratuitamente”.

Nell’attesa, probabilmente vana, che qualcuno riscuota il premio, Riccione si è goduta una festa dallo spirito originale e inedito. Il pubblico ha assistito a una rievocazione storica in piena regola, unita a una manifestazione culinaria. L’evento, patrocinato dal Comune di Riccione, è stato organizzato dall’Adriatic Veterans Car Club e dall’Automotoclub Storico Italiano, che hanno assicurato un dispiegamento di mezzi del tutto eccezionale. A viale Ceccarini, annunciati dalle cornamuse di una band scozzese – così come usava fare l’esercito britannico – hanno sfilato jeep, autoblindi, Kubelwagen, Schwimmwagen, la Fiat 508 coloniale, perfino una Fiat mimetica con a bordo due partigiani. Un centinaio di figuranti ha popolato le strade, indossato le divise appartenenti a entrambi i fronti, senza dimenticare frati ed infermiere. Durante l’evento hanno risuonato anche le note di God Save the Queen, per rendere omaggio alla Regina Elisabetta recentemente scomparsa.

Quanto alla gara dedicata alla migliore Carbonara, sono state “arruolate” le figure simbolo della costa adriatica: i bagnini, e precisamente quelli di Riccione, Cattolica e Rimini, le tre città che si trovavano sulla Linea Gotica. Coordinati da Fausto Ravaglia del Marano Beach, il più celebre e iconico bagnino romagnolo, hanno sfidato lo chef Marco Parlanti, allievo di quel Renato Gualandi che è accreditato come inventore.

Ciascuno ha proposto la sua versione della Carbonara, sottoposta al giudizio di una giuria composta da dalla chef Luciana Pozzuto, vincitrice dell’edizione 2021 di Venti di guerra e carbonara e da un trio di giornalisti e gastronomi, ovvero Maurizio Catossi, Loris Fantini, Giancarlo Roversi e Giorgio Rinaldi. A conquistare il loro palato è stato Cesarino Romani, bagnino di Cattolica che ha realizzato la migliore versione di questa ricetta.

Incoronato re della carbonara, Cesarino Romani resterà in carica fino al 2023, quando sarà eletto il successore: già fervono i preparativi per la prossima edizione. Tra le novità, la presenza di chef provenienti dalle nazioni coinvolte negli eventi del settembre 1944 a Riccione, quindi la Polonia, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e anche la Germania. Gli spaghetti alla Carbonara di Riccione diventano il simbolo di un’unità ritrovata e dell’amicizia tra i popoli.

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