Questo mio primo editoriale di settembre lo apro in ricordo di una persona unica. Qualche giorno fa è venuta a mancare l’avvocata Mariella Balbis dello studio Taormina Balbis di Milano, mia stimatissima legale ma soprattutto amica carissima ed insostituibile consigliera, una sorella nel vero senso della parola. Un terribile male l’ha portata via, una persona straordinaria dalle doti uniche, ma soprattutto di una umanità rara, molto rara su questa terra. Ha lasciato un grande vuoto tra tutti quelli che la conoscevano e gli volevano veramente bene, un vuoto incolmabile, e in me un dolore indescrivibile. Cos’altro potremmo fare noi nella vita se non andare alla ricerca di persone così? Il problema è che ce ne sono talmente poche che è difficilissimo incontrarne una, ed è pura illusione il più delle volte credere di averne incontrata qualcuna: nel guardarsi intorno lo squallore ti atterrisce. Quanto arrivismo, quanta falsità, quanta poca correttezza… vi auguro di incontrare e circondarvi di persone come lei, non avrete di che pentirvi nella vita.
Ciao Mariella, ciao Avvocata, che il paradiso ti sia lieve. Sono sicuro che San “Pietro” ha bisogno di te, della tua leggerezza, del tuo acume e della tua bontà d’animo. Avrai qualcosa da insegnare anche a lui.

Cambiamo argomento, c’è da chiedersi: ma un cittadino italiano mediamente intelligente, di fronte ai politici che abbiamo come si deve regolare e comportare? La pochezza dei candidati, il surplus di partiti, la consapevolezza che ognuno pensa soltanto alle proprie tasche… cosa dovrebbe fare in vista della nuova tornata elettorale? Dovrebbe forse turarsi il naso, chiudere gli occhi, otturarsi le orecchie e andare a votare, oppure starsene a casa e fottersene altamente? Tanto nulla cambierà, e se cambierà sarà solo in peggio. Per anni non ho voluto prendere il tesserino da giornalista, poi per forza maggiore ho dovuto soccombere alle esigenze del giornale e alla poca disponibilità dei tanti a cui avevo dato la rara possibilità di prenderlo. Non volevo questo tesserino perché guardandomi intorno vedevo solo giornalai dirigere giornali anche prestigiosi e mettere le loro penne al servizio dei loro padroni, e non faccio nomi perché sono tanti e tutti voi lo sapete bene. La domanda che vi faccio, cari lettori, è la seguente: qual è il giornale che leggete che non prende i contributi statali e non è legato ad un partito o ad una corrente politica o a qualche padrone o gruppo con interessi di vario genere? Siete ancora lì…? Per non parlare poi delle lobby… apriti cielo! Allora cosa significa fare oggi il giornalista in Italia o anche nel mondo? e chi è veramente libero di fare il proprio mestiere, di informarci senza essere strattonato di qua o di là? Allora a cosa serve questo benedetto o maledetto tesserino se non ad alimentare un’ulteriore organizzazione che è poi l’ordine dei giornalisti? A proposito: l’ordine o il disordine? O è semplicemente un’ulteriore tassa per fare qualcosa che se non sei capace di fare (o se la fai per un misero stipendio) non ti rende nulla, qualora tu non sappia venderti bene a qualcuno?

Marcello Valentino

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