E’ il nuovo Bulli, un omaggio hi-tech all’icona del passato

 

Francesco Fabbrii COPENAGHEN

 

Siamo arrivati fino a Copenaghen per provare ID.Buzz, l’atteso van elettrico con cui Volkswagen punta a scrivere un nuovo capitolo della propria storia.

Il ‘pulmino’ della casa di Wolfsburg, e non a caso lo chiamiamo così, trae ampio spunto dallo storico Bulli, il van che tra gli Sessanta e Settanta imperversava sulle strade di tutto il mondo, spesso personalizzato a seconda delle necessità: un simbolo di autonomia, indipendenza e avventura. Ma che, d’altra parte, era anche uno dei veicoli da lavoro più utilizzati grazie all’ampia capacità di carico e all’affidabilità del motore.

Il posto di guida rialzato, tipico del Bulli fin dagli esordi, caratterizza anche ID.Buzz. Così come a colpo d’occhio il piccolo pannello degli strumenti, ancorché oggi in formato digitale, è ben più di un semplice richiamo al monolente dell’antenato. Al centro della plancia campeggia l’ampio pannello dell’infotainment. Anche i bocchettoni dell’aria richiamano quelli dell’antico Bulli, con le loro manopoline argentate e le alette sagomate.

Così come la livrea proposta anche in numerose tonalità bicolore, pure gli interni di materiale di plastica riciclata e dai colori sgargianti sono un ampio richiamo a valori che si radicano nel passato. L’abitacolo sembra essenziale come quello del pullmino di oltre 50 anni fa, ma non lo è: miracoli del design. E in effetti, qualsiasi cosa si cerchi, c’è. Ma non in maniera appariscente.

Al volante, fin dai primi metri, ID.Buzz si dimostra semplice nell’utilizzo. I 4.70 metri di lunghezza per 1.90 di altezza si dimenticano: il passo che sfiora i tre metri rende l’abitacolo estremamente confortevole, e il raggio di sterzata di soli 11 metri garantisce una maneggevolezza davvero preziosa in città, dove pure ID.Buzz in versione Cargo – anche questo presentato a Copenaghen – punta a un ruolo da protagonista.

I chilometri percorsi sulle sgombre strade nei dintorni della capitale danese scorrono via veloci, mettendo in risalto anche caratteristiche più da berlina che da ampio monovolume: le batterie ancorate sul fondo del pianale, la trazione posteriore (come nel Bulli originale) e l’efficienza dei sistemi di assistenza alla guida assicurano comfort, donando al viaggio un gusto speciale, moderno ma con quelle note retrò che andavamo cercando. Il motore è sempre pronto, e la mole pur non indifferente – quasi due tonnellate e mezzo la stazza – passa in secondo piano.

ID.Buzz nasce dalla piattaforma MEB di VW ed è dotato di una batteria da 77 kWh che nel circuito WLTP assicura 422 km di percorrenza, e che richiede circa 30 minuti per una ricarica all’80% al fast charge. La potenza di 204 Cv consente di fermare il cronometro dello 0-100 km/h a 10,2 secondi. La velocità è autolimitata a 145 km/h: più che sufficiente per sorpassi in sicurezza, rispettosa dei limiti e anche dell’autonomia della batteria. Numeri che si traducono in prestazioni bilanciate, adeguate al mezzo e alle sue finalità. Lo spazio a bordo è praticamente senza rivali: 1121 litri la capacità del bagagliaio, che raddoppia abbattendo la seconda fila di sedili.

Anche il basso impatto ambientale di ID.Buzz si può annoverare tra gli elementi dell’ideale passaggio di testimone con Bulli. L’adozione di un propulsore a batteria così come la totale rinuncia a materiali di origine animale in favore di tessuti e filati provenienti da plastica riciclata rendono pressoché neutrale l’impronta sull’ambiente, in totale osservanza degli obiettivi che Volkswagen si è prefissata in termini di emissioni, oltre che della normativa.

Ampia, nella versione oggetto della nostra prova, la dotazione di adas. Dal Travel Assist con scambio di dati e cambio di corsia automatizzato al Park Assist Plus che consente di parcheggiare il veicolo in modo automatico nel proprio garage, in un posto auto coperto o nel parcheggio aziendale. Non mancano di serie il segnalatore di pericoli a breve raggio e il sistema di rilevamento di pedoni e ciclisti sono invece dotazioni di serie. Inoltre, le centraline dell’ID. Buzz sono equipaggiate con un software aggiornabile over-the-air, senza recarsi in officina.

A trascinarci di forza nel 2022 è il prezzo che parte da 66mila euro. Tutt’altro che operazione nostalgia, dunque: ID.Buzz, che arriverà nei prossimi anni anche in versioni più potenti, più capienti, e anche 4×4, trae ispirazione da un antenato illustre cui guarda con rispetto, ma si propone come una novità sul mercato sia in termini stilistici che con soluzioni tecnologiche d’avanguardia.

La prova? Più volte, durante il test, i discreti danesi hanno forzato la loro naturale ritrosia per venire a vedere da vicino ID.Buzz. E immancabilmente andavano via con il sorriso. Bulli è tornato.

 

 

 

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