E’ già un fiore all’occhiello, All Inclusive, il progetto che sta permettendo a quarantasei bambini e bambine di Parma e provincia di praticare il loro sport preferito o un’attività artistica insieme ai coetanei. Fin qui, non ci sarebbe nulla di fuori dall’ordinario se non fosse che questi bimbi convivono con una disabilità intellettiva o un disturbo del neurosviluppo, cosa che rende qualsiasi attività ricreativa un’esperienza non scontata. Ma All inclusive nasce proprio per questo: garantire a tutti i bambini e le bambine lo stesso diritto, quello di vivere liberamente il tempo libero, seguendo a pieno le proprie aspirazioni, come prevede l’articolo 30 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Ne hanno parlato, nella mattinata di ieri 16 novembre, durante la conferenza stampa di presentazione, Marco Bosi, assessore allo Sport del Comune di Parma; Andrea Scannavino, coordinatore del progetto; Claudio Bassi, presidente CSI – Centro Sportivo Italiano; Marta Godio del Centro per la diagnosi, cura e studio dei disturbi della comunicazione e della socializzazione di Azienda Usl Parma; un genitore di un giovane atleta coinvolto nel progetto. Cono loro Arnaldo Conforti, direttore CSV Emila, che ha condotto la conferenza stampa.

Nato come un sogno lo scorso anno sul modello di Reggio Emilia, dopo una sperimentazione che ha coinvolto dieci giovanissimi atleti, ora il progetto è realtà grazie a Parma Facciamo Squadra – campagna resa possibile da Barilla, Chiesi, Fondazione Cariparma, Conad. La raccolta fondi 2022 ha messo insieme una grande rete di cittadini, imprese, enti, istituzioni, associazioni e cooperative sociali per garantire all’esperienza un primo orizzonte di tre anni.

(Fonte: Comune.parma.it)

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