Uno studio dell’Università di Göteborg ha analizzato gli inquinanti che finiscono nella plastica riciclata: “Le sostanze tossiche presenti ne complicano il riutilizzo e lo smaltimento e ostacolano il riciclo”.

Nella plastica riciclata finiscono residui di pesticidi, farmaci, componenti chimiche industriali e additivi plastici. Per questo è importante capire e tracciare le sostanze utilizzate per produrre materie plastiche altrimenti queste ostacoleranno il riciclo e il riuso della plastica che risulterà inquinata da agenti dannosi per il consumatore finale. A queste conclusioni è giunto uno studio condotto dall’Università di Göteborg in Svezia e pubblicato sulla rivista scientifica Data in Brief.

Lo studio ha preso in esame 28 campioni di plastica (polietilene ad alta densità – HDPE) provenienti da impianti di riciclaggio di 13 paesi distribuiti fra Africa, Sud America, Asia ed Europa orientale insieme a un campione di riferimento di HDPE vergine. Attraverso screening analitici sono stati rilevati e quantificati 491 composti organici, con ulteriori 170 composti annotati provvisoriamente. Questi composti abbracciano varie classi, tra cui pesticidi, farmaci, prodotti chimici industriali e additivi plastici. Una presenza che espone l’utilizzatore della plastica riciclata – lavoratori addetti agli impianti in primis ma anche i consumatori finali – al contatto con composti nocivi per la salute.

Queste sgradite presenze però aprono anche un altro scenario: è importante per i ricercatori ridurre le sostanze – ad oggi circa 13mila – che possono essere usate per produrre materia plastica e che solo l’1% di queste devono rispettare le normative nazionali e internazionali. In altre parole, non sapere cosa finisce nella plastica nè mette a rischio la possibilità di riciclarla o di smaltirla in sicurezza. “Il riciclo della plastica è stato pubblicizzato come una soluzione alla crisi dell’inquinamento da plastica, ma le sostanze chimiche tossiche presenti nella plastica ne complicano il riutilizzo e lo smaltimento e ostacolano il riciclo“, ha spiegato Bethanie Carney Almroth coordinatrice dello studio.

Come finiscono questi residui inquinanti nella plastica? Secondo i ricercatori possono contaminare la plastica durante l’intero ciclo produttivo e proprio per questo è importante ridurre e regolamentare il numero di “ingredienti” con i quali si ottiene la plastica. Proprio per questo, concludono gli autori dello studio, “i dati forniti saranno quindi utili agli attori di numerosi settori lungo tutta la catena del valore della plastica, inclusi produttori e fabbricanti, regolatori e decisori politici, lavoratori nella produzione e nella gestione dei rifiuti, compreso il riciclaggio, consumatori e la comunità scientifica.

(Fonte: Ilsalvagente.it)

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