Lettere al direttore – Progetto nuovo stadio Tardini

(Pubblichiamo la seguente lettera che affronta il delicato argomento del nuovo stadio Tardini, ricevuta dalla signora Rossana Rosignoli del “Comitato Tardini Sostenibile”)

Il progetto definitivo della società Parma Calcio 1913 srl di demolizione e ricostruzione dello stadio Tardini è stato depositato il 29 settembre scorso ed è attualmente in conferenza dei servizi.

A due anni dal progetto preliminare possiamo dire con certezza che – come avevamo previsto – nulla nel definitivo è cambiato. Stessa impostazione costruttiva del manufatto all’interno dell’area perimetrata (totale demolizione e ricostruzione) e delle sue nuove funzioni commerciali private e per eventi (un centinaio, fra grandi e piccoli, oltre le partite di calcio), che a medio e lungo termine impatteranno sulle (già fragili) attività economiche circostanti, provocando anche un progressivo squilibrio nei rapporti con il centro storico. Medesima la richiesta di concessione gratuita per 90 anni dell’area, il maggiore cespite del Comune di Parma.

Si conferma l’abbattimento degli ultimi alberi presenti e lo scavo di circa mc. 60.000 di terreno per la realizzazione del parcheggio, parte del quale in area vincolata, e degli altri volumi interrati. Scelta, quest’ultima, in palese rotta di collisione con le tanto sbandierata “vision” dell’amministrazione di Parma come “città green, della biodiversità, climate-neutral e smart “ e slogan di prevalente lingua inglese affini. Sono rimaste identiche le irrisolvibili criticità del Piano economico finanziario.
Irrisolte le pesanti ricadute sul contesto urbano, in posizione centrale in uno snodo viario già fortemente congestionato dal traffico. Vengono quindi totalmente ignorate le gravi ripercussioni sulla qualità della vita complessiva della città dal punto di vista ambientale, sociale ed economico della città, nonché della sicurezza della salute dei cittadini, del tessuto.
Le uniche variazioni che emergono dalle tavole di progetto sono, parrebbe impossibile, addirittura peggiorative. L’area disponibile viene completamente saturata di manufatti che presentano:

  • l’aumento complessivo di volumetria, con un generale avvicinamento ai confini e alle abitazioni limitrofe e il restringimento del corridoio perimetrale;

  • l’aumento dell’altezza della tribuna ovest di m. 8.53, incombente sugli edifici e incompatibile col disegno urbano e storico del contesto;

  • l’inserimento di nuovi fabbricati commerciali, parte dei quali su area sottoposta a vincolo di tutela ministeriale, nel progetto totalmente ignorato.

In completa continuità con quella precedente, l’amministrazione del sindaco Guerra sta favorendo in ogni modo gli interessi dell’affarista privato americano, piombato a Parma con una (pare) enorme quantità di denaro da investire. E ha fretta di mettere le mani sul quartiere Cittadella, con lo stadio trasformato nel proprio esclusivo salotto per affari e il calcio è il pretesto perfetto per un’operazione immobiliare che appare sempre più come il suo vero, evidente, obiettivo.

Incapace di prendere una posizione a fianco della città, con l’aiuto complice della Gazzetta di Parma, il Comune non sta dimostrando di voler perseguire l’esclusivo, vero interesse pubblico, prendendosi cura dei nostri beni comuni culturali e ambientali unici, irrinunciabili e senza prezzo.

Parma merita di più, merita rappresentanti istituzionali capaci di salvaguardare i beni patrimoniali materiali e immateriali che le appartengono, e di tutelare la qualità della vita degli abitanti di oggi e di domani. Il Comitato Tardini Sostenibilie, da anni impegnato contro questa rovinosa trasformazione urbana, non si rassegna: l’assedio di un privato su quell’area storica di Parma va respinto, anche attraverso le leggi dello Stato.

Comitato Tardini Sostenibile

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