Nessun alibi per la politica: se si vuole combattere seriamente il cambiamento climatico, i primi ad agire devono essere i governi. Papa Francesco, dopo aver inviato un messaggio ai leader presenti alla Cop28 di Dubai, ribadisce il suo messaggio affidato questa volta a monsignor Paolo Braida nel corso dell’Angelus. “Anche se a distanza, seguo con grande attenzione i lavori della Cop28 a Dubai – ha detto – Sono vicino. Rinnovo il mio appello perché ai cambiamenti climatici si risponda con cambiamenti politici concreti. Usciamo dalle strettoie dei particolarismi e dei nazionalismi, schemi del passato, e abbracciamo una visione comune, impegnandoci tutti e ora, senza rimandare, per una necessaria conversione ecologica globale“.

Papa Francesco aveva sottolineato il concetto anche nel corso di un messaggio inviato sempre a Dubai, questa volta in occasione dell’inaugurazione del ‘Faith Pavilion‘, non potendo presenziare a causa delle sue condizioni di salute. Dopo aver ringraziato diverse autorità religiose e non, il Pontefice rinnova l’appello a un cambiamento che parta proprio dalla Conferenza sul clima: “Vi saluto cordialmente e mi dispiace molto di non poter essere con voi – ha esordito – Affido al cardinale Parolin le parole che avrei voluto rivolgervi. Vorrei dirvi grazie. Grazie perché avete realizzato per la prima volta un padiglione religioso all’interno di una Cop. E grazie perché questo testimonia la volontà di lavorare insieme. Oggi il mondo ha bisogno di alleanze che non siano contro qualcuno, ma a favore di tutti. È urgente che le religioni, senza cadere nella trappola del sincretismo, diano il buon esempio lavorando insieme. Non per i propri interessi o per quelli di una parte, ma per gli interessi del nostro mondo. I più importanti oggi sono la pace e il clima”.

Anche i leader religiosi, aggiunge Bergoglio, devono dare l’esempio “per mostrare che un cambiamento è possibile, per testimoniare stili di vita rispettosi e sostenibili e domandiamo a gran voce ai responsabili delle nazioni che la casa comune sia preservata. Ce lo chiedono, in particolare, i piccoli e i poveri, le cui preghiere giungono fino al trono dell’Altissimo. Per il futuro loro e il futuro di tutti, custodiamo il creato e proteggiamo la casa comune, viviamo in pace e promuoviamo la pace”.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)

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