“L’Emilia Romagna è una delle regioni con una popolazione lavorativa tra le più elevate nel Paese e anche per questo si trova vicinissima al podio nazionale per numero di vittime sul lavoro con 77 decessi totali. Ma quando si analizza il rapporto tra infortuni mortali e popolazione lavorativa, l’Emilia Romagna nel suo complesso, risulta essere una delle regioni con un rischio di morte inferiore, anche se di pochissimo, rispetto alla media nazionale: una buona notizia, purtroppo non vera in tutte le sue province”.
Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering commenta così i dati relativi al fenomeno degli infortuni sul lavoro in Emilia Romagna sulla base dell’ultima indagine elaborata dal proprio team di esperti.
“Infatti, analizzando i dati pesati sulla popolazione lavorativa si scopre che alcune province presentano un rischio di infortunio mortale sul lavoro superiore alla media nazionale. In particolare, le province a maggior rischio risultano essere: Forlì-Cesena, Ravenna, Piacenza e Parma, che si trovano in zona rossa, con un’incidenza di infortuni mortali che nella provincia di Forlì-Cesena è addirittura quasi doppia rispetto alla media nazionale”.

Per individuare le aree più fragili dell’Italia e della regione sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio sulla Sicurezza e Ambiente mestrino elabora da anni una mappatura del rischio rispetto all’incidenza della mortalità.
La zona gialla, quella in cui si trova l’Emilia Romagna, è la zona che, subito dopo la bianca, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro tra le meno elevate a livello nazionale. E a fine ottobre 2023, il rischio di infortunio mortale in Emilia Romagna (29 morti per milione di occupati) risulta di poco inferiore alla media nazionale pari a 29,1.
Per quanto riguarda le incidenze nel dettaglio in regione, si scopre che sono Forlì-Cesena, Ravenna, Piacenza e Parma a trovarsi in “zona rossa” con un’incidenza rispettivamente di 56,5, 46,4, 39,9 e 38,4; seguite in zona arancione da Modena (30,7) e da Ferrara (27,9) che si trova in “zona gialla”. Mentre nella meno rischiosa “zona bianca” ci sono: Bologna (17,1), Rimini (13,8) e Reggio Emilia (12,7).

Sono 77 i decessi da gennaio a ottobre 2023 (+6,9% rispetto ai 72 del 2022): 58 quelli rilevati in occasione di lavoro (9 in più dello scorso anno) e 19 quelli in itinere (4 in meno del 2022).
Il più elevato numero di decessi totali (ossia inclusi quelli avvenuti in itinere) si è verificato in provincia di Modena (14). Seguono: Forlì-Cesena (13), Bologna (11), Parma (10), Ravenna (9), Piacenza (7), Reggio Emilia (6), Ferrara (5) e Rimini (2). E Modena conduce le fila anche quando si tratta di infortuni mortali in occasione di lavoro insieme a Forlì-Cesena con 10 vittime. Seguono: Bologna, Parma e Ravenna (8), Piacenza (5), Ferrara (4), Reggo Emilia (3), Rimini (2). Sono 64.546 le denunce di infortunio complessive (ossia infortuni con esito mortale e non) su un totale, in Italia, di 489.526. Vale a dire oltre il 13% di quelle rilevate nell’intera nazione.

(Fonte: Sestopotere.com)

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *