Numero di occupati in calo (-34mila) e undicesimo mese consecutivo di contrazione per il settore manifatturiero. Due dati che fotografano un avvio di 2024 all’insegna di una certa difficoltà, anche se la crescita del Pil diffusa stamani e relativa al 2023 è del +0,9%, superiore alle stime dello 0,8% contenute nella Nadef. Il tasso di disoccupazione resta stabile al 7,2%, su livelli minimi, ma aumenta quello giovanile al 21,8% (+0,2 punti), mentre resta il nodo di salari che non reggono il ritmo di quelli degli altri principali Paesi europei né dell’inflazione.

Cala anche il numero di persone in cerca di lavoro (-0,2%, pari a -4mila unità), una diminuzione che coinvolge gli uomini, i 15-24enni e i 35-49enni; al contrario, la disoccupazione aumenta lievemente tra le donne e gli ultracinquantenni. La crescita del numero di inattivi (+0,5%, pari a +61mila unità’, tra i 15 e i 64 anni) si osserva tra gli uomini e tra chi ha un’età compresa tra 15 e 49 anni; l’inattività diminuisce invece tra le donne e gli ultracinquantenni. In generale, il tasso di inattività sale al 33,3% (+0,2 punti).

A gennaio il numero degli occupati, pari a 23.738.000, è superiore a quello di gennaio 2023 di 362mila unità (+1,6%) come sintesi dell’incremento di 373mila dipendenti permanenti e di 22mila autonomi e della diminuzione di 33mila dipendenti a termine. Su base mensile, rileva l’Istat, l’occupazione cala però dello 0,1%, pari a -34mila unità, tra gli uomini, gli under 34, i dipendenti a termine, gli autonomi; cresce invece tra le donne e chi ha almeno 50 anni.

(Fonte: Avvenire.it)

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