A domanda rispondo: un po’ tanti, e fare i controlli è indispensabile, anzi doveroso, anche se chi appoggia chi si stizzisce non è certo innocente. E a Parma e provincia c’è l’infiltrazione della malavita? Credo proprio di sì, e sarebbe il caso anche qui di avviare un po’ di ispezioni: state certi che salterebbero tante poltrone. Certo, qui le cose le sanno fare con molta più discrezione, furbizia e connivenza. Ma dopo le pentole scoperte a Reggio Emilia e provincia, anche qui da noi qualcosa dovrebbe succedere, e chi di dovere sta già facendo il proprio lavoro; sono sicuro che presto qualcosa accadrà. Non è facile accertarlo, ma se si sa scavare le infiltrazioni prima o poi salteranno fuori, è solo questione di tempo. C’è solo da indagare. Passo dopo passo si arriverà alla scoperta dei metodi usati dalle varie organizzazioni per infiltrarsi in modo apparentemente legale nei Comuni: il tramite normalmente è il politico sensibile alla corruzione, e credetemi… ce ne sono tanti. Ora non venitemi a raccontare che sul territorio di Parma e provincia non è presente nessuna organizzazione mafiosa, perché mi metto a ridere. Faccio un esempio: l’edilizia. Gli appalti da chi sono vinti? E chi fa veramente i lavori? Quanti passaggi di mano ci sono nei vari subappalti? E dài… non ditemi che non lo sapevate… Eppure basterebbe una semplicissima legge per eliminare questa consuetudine: vietare i subappalti, perché è lì che si annidano le organizzazioni malavitose, ma vuoi mettere per chi vince l’appalto far fare il lavoro a chi lo esegue ad un terzo del costo e intascare i soldi senza fare nulla? La tentazione è certamente forte: è proprio così che avviene la cosiddetta infiltrazione, e piano piano il gioco è fatto. Da più di trent’anni il lavoro duro è sempre stato fatto dai subalpattatori, che esperienza dopo esperienza hanno alzato la testa e si sono radicati sul territorio, hanno imparato, e adesso in alcuni Comuni sono diventati, dopo vari passaggi, loro stessi referenti ed appaltatori potenzialmente puliti. Perché la furbizia ha istruito l’ingegno che si è accaparrato di tutto. Piccoli subappaltatori sono diventati loro stessi appaltatori, imparando a fare le cose con le loro aziende apparentemente pulite, ma che pulite non saranno mai. Quindi ben vengano le ispezioni, e speriamo che il marcio salti fuori; se non dovesse saltare fuori, vuol dire che strada facendo qualcuno si è infilato nella torta, perché la corruzione se l’è abbracciato: è sempre stato così e così sarà per sempre. Mettetevi l’anima in pace. Pardon volevo dire un’altra cosa… mettetevi l’anima in cose nostre.

Marcello Valentino

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