Un soccorso personalizzato per le persone con una disabilità grave e i loro caregiver: è l’obiettivo del nuovo servizio nato dalla collaborazione tra Azienda Usl, Azienda Ospedaliero-Universitaria, Centrale Operativa Unica 118 – Emilia Ovest, Comune di Parma, insieme a CSV Emilia, Consorzio di Solidarietà Sociale e a ventitré associazioni e cooperative sociali del territorio che si occupano di disabilità.

Quando l’emergenza sanitaria coinvolge chi non è autosufficiente o chi si prende cura di lui, la situazione richiede un’attenzione speciale. Così il nuovo servizio mira proprio a questo: a rendere ancora più “su misura” il soccorso a partire dalle specificità di ogni persona.

Come funzionerà? Attraverso le associazioni e le cooperative coinvolte, le famiglie interessate potranno richiedere l’adesione al servizio. Compilando una scheda informativa con l’aiuto dei volontari del Punto di Comunità attivo presso l’Ospedale Maggiore, forniranno informazioni preziose come il tipo di disabilità, le difficoltà e le necessità specifiche della persona da assistere, oltre gli eventuali presidi sanitari necessari.

Una volta compilata, la scheda verrà inviata al 118 che inserirà i dati nel proprio sistema. In questo modo, in caso di chiamata per un’emergenza, l’ambulanza o l’automedica avranno già tutte le informazioni utili per approntare nel modo migliore il trasporto, le prime cure, l’accoglienza al Pronto Soccorso.

Il servizio si prende cura anche di chi si occupa della persona con grave disabilità: nel caso l’emergenza coinvolga il caregiver, il 118, compatibilmente con la gravità della situazione, si attiverà perché il disabile non resti solo. Potrà ad esempio contattare una persona fidata che possa venire in aiuto o cercare una soluzione di accoglienza temporanea, attivando la rete parentale o amicale segnalata nella scheda.

E’ un servizio, che porta benefici a tutte le parti coinvolte: a chi interviene sull’emergenza, perché lo mette in condizione di avere maggiori informazioni rispetto al contesto in cui potrebbe trovarsi ad operare; a coloro che vengono soccorsi che si sentiranno più sicuri e preparati ad affrontare l’emergenza, alleviando le preoccupazioni, riducendo stress e ansia. E’ un passo avanti importante per l’inclusione sociale e le pari opportunità.

L’iniziativa è stata presentata oggi in conferenza stampa presso la sede del Consorzio di Solidarietà Sociale che, con CSV Emilia, è al fianco degli enti di Terzo Settore che hanno voluto il progetto. Le ventitré associazioni e cooperative coinvolte sono: AISLA Onlus, AISM Parma, Anello Mancante ODV, ANFFAS PARMA APS, ANGSA PARMA, ANMIC PARMA, Associazione Fa. Ce. Parma odv Ets, Associazione Familiari e amici centro Lubiana, Associazione Prima gli Ultimi, Associazione Traumi ODV, Comunità Gli Amici Di Davide, Diversabili: Gruppo Condivisione – ODV, Liberi Di Volare, Nontiscordardime, NUPA (noi uniti per l’autismo), UILDM “Paolo Bertellini”, Cooperativa Arcobaleno, Cooperativa Aurora Domus, Cooperativa Dopo Di Noi A R. L. ETS, Cooperativa Fiorente, Cooperativa Il Giardino, Cooperativa Insieme, Cooperativa Molinetto.

Alla presentazione, dove erano presenti anche i rappresentanti delle associazioni, sono intervenuti: Massimo Fabi, direttore generale di Azienda Ospedaliero-Universitaria e commissario straordinario di Ausl Parma, Ettore Brianti, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Parma, Arnaldo Conforti, direttore di CSV Emilia, Antonio Nouvenne, incaricato per il Comune di Parma per le Politiche di integrazione tra Ospedale e Territori e Edo Mori, membro del cda del Consorzio Solidarietà Sociale.

Per saperne di più si può scrivere al Punto di Comunità in ospedale: puntocomunitaospedale@gmail.com

(Fonte: Comune.parma.it)

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