“Le minori entrate dovute al flusso di crediti di imposta relativi ai bonus edilizi utilizzati in compensazione incideranno significativamente sulla dinamica del debito pubblico fino al 2026”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Def. Ha anche aggiunto che si tratta di una misura “nata male fin dall’inizio” e che il governo sta cercando di “limitare i danni”

“Colpa della Ragioneria? – ha aggiunto il Ministro – Non solo. La colpa è diffusa”. Nei prossimi anni “a livello di cassa i crediti che saranno fruiti genereranno minori entrate che influenzeranno il debito”. Giorgetti ha sottolineato che gli ultimi dati mostrano come “il superbonus si sia mangiato un anno di aumento della spesa sanitaria, 4 miliardi in più tra la presentazione del Def e la definitiva contabilizzazione dell’Istat”.

Dai dati forniti dall’Agenzia delle entrate si evince che l’ammontare dei crediti relativi ai bonus edilizi, rilevati tra il 15 ottobre 2020 e il 4 aprile 2024, è pari complessivamente a circa 219,5 miliardi. Tale importo si riferisce, per 160,5 miliardi, ai crediti connessi al super-ecobonus e super-sisma bonus, mentre la quota relativa agli altri bonus edilizi ammonta a 59 miliardi”. Lo ha riferito il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Def.

I crediti fruiti finora attraverso la compensazione con modello F24, ha aggiunto, ammontano a 41,8 miliardi, dei quali 20,8 miliardi sono stati compensati nel 2023. I crediti del superbonus al netto degli importi soggetti ad annullamento per vari motivi (frodi, errori e duplicazioni) è pari a circa 153,3 miliardi nel periodo 2020-2023.

“L’ammontare degli oneri connessi al Superbonus – ha ribadito Giorgetti – sarà oggetto di uno specifico monitoraggio, che sarà effettuato alla luce delle recenti norme introdotte nell’ordinamento che prevedono l’inserimento delle richieste di accesso ai benefici in specifiche banche dati curate da ENEA e dal Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei ministri – Casa Italia, i quali trasmetteranno i dati al Ministero dell’economia e delle finanze”.

(Fonte: Idealista.it)

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