Nelle liste di tutte le circoscrizioni per le prossime elezioni europee dell’8 e 9 giugno, sono almeno una cinquantina i candidati che hanno optato per un alias, ossia un nome o soprannome alternativo che gli elettori possono scrivere sulla scheda. Tra i casi più interessanti, troviamo quello della premier Giorgia Meloni, candidata per FdI, che ha esortato gli elettori a scrivere «solo Giorgia» sulla scheda elettorale. Anche la segretaria del Pd, Elena Ethel Schlein, candidata in due circoscrizioni, ha scelto l’alias «Elly». Letizia Maria Brichetto Arnaboldi ha semplificato il proprio nome in Letizia Moratti, candidata per Forza Italia.

Altri candidati hanno scelto alias più fantasiosi o divertenti. Ad esempio, Alessandro Cecchi Paone, candidato per Stati Uniti d’Europa, è noto come «Cecchi» e «Pavone». «Perché sulla scheda ho chiesto di poter scrivere anche “detto Pavone”? Perché molti pensano che io sia imparentato con Rita Pavone, nulla di male ma non è vero. E dato che molti avrebbero scritto Pavone, in questo caso non ci saranno problemi», ha detto a Rai Radio1. Sergio De Caprio, candidato con la lista Libertà, è detto «Capitano Ultimo», in riferimento al suo passato di ex generale dei Ros.

Ma il record spetta all’assessore alle attività produttive della regione Sicilia, Edmondo Tamajo, che si presenta con ben cinque opzioni diverse oltre al suo nome: «Tamaio, Di Maio, Edy, Edi, Eddy». Alcuni candidati hanno scelto di utilizzare il cognome del coniuge. È il caso di Alessandrina Lonardo Mastella, che si fa chiamare «Sandra Mastella» e corre per Stati Uniti d’Europa. E ancora: Gianni Palazzolo detto «Giangiacomo», Mariapia Abbraccio detta «Mapy», Brando Maria Benifei detto «Brando» o «Bonifei» e Claudio Borghi detto «Borghi Aquilini».

(Fonte: Lettera43.it)

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