Stando ai dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il livello di evasione fiscale in Italia ha raggiunto gli 84 miliardi di euro all’anno. Sulla base di questi dati, la Cgia di Mestre ha disegnato una mappa dell’evasione fiscale, con la percentuale più alta nel Mezzogiorno. In regioni come Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, le percentuali sono superiori al 15%, con la Calabria che sfiora anche il 20%.

E la Cgia punta il dito contro la nostra amministrazione finanziaria, composta da 190 banche dati collegate digitalmente tra loro: “Se questi dati fossero adeguatamente incrociati, si potrebbe determinare con grande precisione la fedeltà fiscale di ciascuno dei 43,3 milioni di contribuenti italiani“, afferma la Cgia.

Ogni anno, il ministero dell’Economia pubblica una relazione sulla “economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva”. Questo rapporto stima non solo l’ammontare dei soldi che non vengono versati allo Stato, ma anche da quali settori proviene l’evasione e le motivazioni dietro questo fenomeno. Secondo l’aggiornamento più recente, pubblicato all’inizio dell’anno e con dati aggiornati fino al 2021, l’evasione fiscale in Italia mostra una tendenza al ribasso negli ultimi anni. Tuttavia, rimane su livelli significativamente elevati: dai 107,7 miliardi di euro stimati nel 2016, si è ridotta agli 83,6 miliardi nel 2021.

Come è fisiologico, il mancato gettito colpisce maggiormente le regioni più popolose e con una maggiore concentrazione di attività economiche: la Lombardia, con 13,6 miliardi di euro di mancato gettito, il Lazio con 9,1 miliardi, la Campania con 7,8 miliardi e il Veneto con 6,5 miliardi.

Tuttavia, analizzando il rapporto tra l’importo evaso ogni 100 euro di gettito tributario incassato, emerge che la propensione all’evasione è particolarmente alta nelle regioni del Mezzogiorno. In Calabria, infatti, si attesta al 18,4%, in Campania al 17,2%, in Puglia al 16,8% e in Sicilia al 16,5%. Al contrario, le aree con la maggiore fedeltà fiscale sono la Provincia Autonoma di Trento, con un tasso di evasione stimato all’8,6%, la Lombardia all’8% e la Provincia Autonoma di Bolzano al 7,7%. La media nazionale, invece, si attesta all’11,2%.

Calabria: 18,4%
Campania: 17,2%
Puglia: 16,8%
Sicilia: 16,5%
Molise: 15,6%
Sardegna: 15,5%
Abruzzo: 13,8%
Basilicata: 13,4%
Umbria: 13,2%
Marche: 12,9%
Toscana: 11,9%
Liguria: 11,5%
Lazio: 11,2%
Valle d’Aosta: 11,0%
Piemonte: 9,8%
Veneto: 9,5%
Emilia-Romagna: 9,4%
Friuli-Venezia Giulia: 9,4%
Provincia Autonoma di Trento: 8,6%
Lombardia: 8,0%
Provincia Autonoma di Bolzano: 7,7%

La maggior parte dell’evasione viene dall’Irpef di lavoratori autonomi e imprese, mentre la seconda imposta con più incassi mancati è l’Iva. La provincia con il più alto numero di contribuenti Irpef è Roma, con 2,9 milioni di persone, di cui 1,7 milioni sono lavoratori dipendenti, 904 mila sono pensionati e 64.300 hanno redditi da partecipazione. Seguono Milano con 2,4 milioni, Torino e Napoli entrambe con 1,6 milioni, Brescia con 927.100, Bari con 828.500, Bergamo con quasi 823 mila e Bologna con 796.700 contribuenti.

Per quanto riguarda le società di capitali (Spa, Sapa, Srl, Srl unipersonale, Cooperative, ecc.), la distribuzione territoriale è disponibile solo a livello regionale, con la Lombardia che ospita il maggior numero, 259.805. Seguono il Lazio con 183.800, la Campania con 129.300 e il Veneto con quasi 106.800.

(Fonte: Quifinanza.it)

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