Mentre si prepara a stravolgere definitivamente e irrimediabilmente il quartiere e l’intera città attraverso una variante urbanistica che – all’interno dell’area del Tardini, consegnata gratuitamente per 90 anni a un investitore privato – moltiplica per 10 le superfici disponibili per funzioni commerciali e di intrattenimento (oggi 800mq, con la variante più di 9.000mq: un nuovo centro commerciale in centro città, con parcheggio interrato!), l’eroico Comune ci fa sapere di avere detto un bel NO al Como (rifiutando quindi di ospitare le partite dell’altra squadra direttamente promossa in serie A, ndr) “per non gravare di ulteriori disagi la zona residenziale che circonda il Tardini”.

Cioè, mentre per soddisfare ESCLUSIVAMENTE gli interessi di cassa del Parma Calcio – del quale in questi anni non hanno MAI contenuto le innumerevoli, esose, insostenibili pretese su quell’area, totalmente succubi ai suoi voleri – gli amministratori hanno il coraggio di rovinare per sempre la qualità urbanistica, ambientale e sociale del quartiere e dell’intera zona, questa volta, perbacco, NO! Il Como non passerà, i nostri prodi salgono sulle barricate per salvare il quartiere Cittadella! La pagliuzza e la trave: non vogliono “gravare” con il Como, ma si rendono responsabili del più dannoso intervento di trasformazione urbana degli ultimi decenni, e per di più arrivando a farsi paladini della difesa dei residenti sulla Gazzetta: miserevole simulacro di quello che dovrebbe essere un giornale.

In noi, sebbene ormai assuefatti al peggio, riemerge la solita domanda: ma con chi credono di avere a che fare? L’ipocrisia del Comune rasenta l’incredibile. Ed è sinceramente anche grottesco che non siano nemmeno sfiorati dal senso del ridicolo.

Comitato Tardini Sostenibile

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