Il timore di essere truffati cresce: tra i mezzi più utilizzati ci sono le telefonate, le e-mail e gli sms e può capitare a chiunque di “abboccare”. Per i malfattori, inoltre, l’aumento dei pagamenti digitali offre nuove opportunità per estorcere dati, per esempio quelli bancari, o rubare denaro. Ma un rimedio è possibile: per proteggersi, oltre ai vari sistemi di autenticazione, ci sono diverse buone pratiche che possono aiutare, come la verifica della provenienza di telefonate, messaggi e comunicazioni varie, e una attenzione maggiore all’affidabilità dei siti quando si fa shopping online.

Più preoccupazione rispetto alle frodi. Secondo una ricerca condotta da Sas, azienda specializzata negli analytics, in collaborazione con 3Gem, su un campione di 13.500 rispondenti a livello globale, in Italia 9 persone su 10 si dichiarano considerevolmente più preoccupate e consapevoli su questo fronte, nonché disposte a rivolgersi a nuovi fornitori nel caso in cui dovessero offrire una migliore forma di protezione e di vigilanza. Oltre il 60% è stato vittima di una truffa almeno una volta; il 33% crede che il numero di frodi sia sensibilmente salito nel 2022; il 79% teme di diventare una vittima in futuro; mentre una maggioranza del 90% ritiene che le istituzioni e le aziende dovrebbero impegnarsi maggiormente nel proteggere i consumatori. Per i malfattori, d’altro canto, l’aumento delle transazioni digitali e delle modalità di pagamento di questo tipo ha offerto nuove opportunità di frode attraverso schemi che oggi si sono evoluti in frodi continue e disparate, per esempio, con truffe sentimentali, false opportunità di lavoro e investimenti fasulli quali tattiche più ricorrenti. La maggior parte degli attacchi viene eseguita online, ma alcuni utilizzano metodi più comuni quali telefonate, e-mail e visite a domicilio. In Italia, in particolare, il contatto su cellulare e attraverso l’e-mail risulta la modalità più impiegata, riportata rispettivamente dal 66% e dal 72% degli intervistati, che denunciano il perseguimento di un obiettivo principale, ovvero l’ottenimento di dati bancari o personali sensibili. Non per nulla, il 71% dei rispondenti italiani ha dichiarato di essere disposto a tollerare ritardi o a giustificare controlli aggiuntivi per avere più protezione contro i tentativi di furto di identità o di natura economica. Sebbene il 41%, infatti, affermi che i controlli di sicurezza hanno portato a una esperienza in quanto clienti generalmente negativa e che ci sia molto da fare per rendere più agevoli i processi di autenticazione e di riconoscimento, i consumatori sembrano anche disposti a pagare il prezzo richiesto per una maggiore sicurezza.

Il 63% preferisce già ricorrere a un metodo di autenticazione piuttosto che a una password durante le transazioni, e il 74% cambierebbe il provider dei propri servizi se questo offrisse un sistema anti-frode migliore, dimostrandosi favorevole anche nel caso in cui si vedesse costretto a utilizzare sistemi di rilevazione biometrici (81,9%) nell’ambito di una transazione, o a condividere più dati personali (64%) con il proprio fornitore e a utilizzare metodi di pagamento P2P (ovvero che consentono l’invio di denaro da una persona all’altra, eliminando l’intermediazione di terze parti, per il 78,7%).

C’è inoltre da osservare che il rilevamento delle frodi basato sull’intelligenza artificiale può aiutare le organizzazioni a individuarne di più, in anticipo e molto più rapidamente, migliorando sia l’efficienza che l’accuratezza delle loro strategie di rilevamento e di prevenzione delle frodi in tempo reale. In tutto ciò secondo i dati di Gasa (Global Anti-Fraud Alliance) nel 2021 a livello globale sono andati persi oltre 50 miliardi di euro a causa delle frodi, mentre nel 2022 in Italia la polizia postale ha registrato 36,5 milioni di euro rubati online in seguito a truffe.

Un trend, questo, confermato anche da una recente ricerca commissionata da Revolut (app finanziaria) e condotta da Dynata (azienda specializzata in ricerche) su un campione rappresentativo della popolazione italiana di mille persone maggiorenni, che ha evidenziato che 8 consumatori su 10 hanno notato un aumento delle frodi e delle truffe online, con uno su 4 che afferma di aver ricevuto personalmente dei tentativi di frode nell’ultimo anno, mentre il 28% conosce qualcun altro che li ha subiti.

La situazione in cui le persone si sentono più vulnerabili alle frodi è quella degli acquisti online, dove per esempio può capitare di non riuscire a identificare un sito fraudolento. Questa opzione è indicata dal 54% degli intervistati ed è seguita dal timore di essere ingannati tramite telefonate e sms (entrambi indicati dal 48% degli intervistati) e sui social media (36%).

Tutelarsi dalle truffe. C’è da tenere presente che la maggior parte delle truffe telematiche è veicolata da telefonate, e-mail e sms che sembrano provenire da enti conosciuti e fonti affidabili, spesso grandi aziende, banche e perfino enti pubblici; quindi, occorre verificare bene la provenienza delle comunicazioni, in particolare di quelle che richiedono dati personali, credenziali, codici dispositivi o che invitano a cliccare su un link. È fondamentale quindi controllare che il numero di telefono appartenga effettivamente all’azienda cui dice di far parte l’interlocutore o da cui dovrebbe provenire l’sms, verificare l’indirizzo del mittente delle email e il testo dei link che contengono. Non bisogna dimenticare inoltre che a volte le truffe si articolano in forma complessa, poiché gli impostori possono coordinarsi e agire su più canali (per esempio effettuando una telefonata in seguito all’invio di un sms). Se si stanno facendo acquisti online, nelle pagine web è sempre bene fare attenzione alla presenza di alcuni elementi di base, come l’indirizzo “https”, la presenza del lucchetto nella barra di indirizzo (che indica che il sito è protetto da sistemi di sicurezza internazionali) e dei dati del venditore, come il numero di partita Iva, la sede legale della società, i recapiti per il contatto, le condizioni generali di vendita, e di un sistema di pagamento sicuro che riporti chiaramente i costi di spedizione. Se viene richiesto di comunicare dati personali o sensibili o di inviare copia di documenti personali, bisogna porre la massima attenzione e inviare la copia dei propri documenti solo se necessario, in un contesto affidabile e dopo essersi accertati dell’identità dell’interlocutore.

Oltre a modificare periodicamente le password, è necessario che i sistemi operativi e le applicazioni del pc e dello smartphone siano sempre aggiornati. In particolare, bisogna verificare che il browser sia aggiornato ed eliminare periodicamente i cookie e i file temporanei utilizzando gli appositi strumenti. Un altro aspetto da tenere presente è che molto spesso le truffe fanno leva sul senso di urgenza e sull’invito ad agire immediatamente: per esempio la comunicazione avverte di un servizio in scadenza, di un pagamento non andato a buon fine o della possibilità che un conto corrente venga bloccato. In realtà, in qualsiasi contesto regolare si ha sempre a disposizione del tempo per effettuare il rinnovo di un servizio o per intervenire su un’operazione di pagamento, perciò conviene non agire d’impulso e prendersi il tempo necessario per verificare tutto. Bisogna anche fare attenzione alle offerte a prezzi stracciati, ai prestiti stranamente vantaggiosi e a proposte sospette relative al trading online: conviene verificare sempre l’offerta paragonandola a proposte simili e cercare informazioni sull’offerente. Se si è vittima di truffa è possibile attivarsi per denunciare quanto accaduto alle forze dell’ordine: nel caso si tratti di una frode online, è opportuno fare riferimento alla polizia postale che ha competenza sui reati informatici.

(Fonte: Italiaoggi.it)

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