Bill Nelson è il direttore della Nasa. 71 anni, una missione nello spazio nel 1986, è a Roma per il World Meeting on Human Fraternity della Fondazione Fratelli Tutti. E in un’intervista a Repubblica dice che tutti gli chiedono «che aspetto ha la Terra dallo spazio. Ho risposto che il nostro pianeta è meraviglioso e fragile. Ho volato nel 1986, ma già si vedevano le ferite della deforestazione in Amazzonia. Con un’orbita ogni 90 minuti, da lassù non si notano confini politici o barriere razziali e religiose. Siamo tutti cittadini della Terra».

Poi spiega quali sono le tappe per il prossimo ritorno sulla Luna: «A settembre 2025 partirà Artemis II, la missione che orbiterà attorno alla Luna. Nell’autunno 2026 Artemis III porterà di nuovo l’uomo sul satellite». Ma la Luna sarà una palestra per tornare su Marte: «La Luna dista 4 giorni di viaggio, Marte fra 6 e 8 mesi. Una volta lì, poi, bisognerà attendere uno o due anni perché l’allineamento dei pianeti consenta il ritorno sulla Terra. Serviranno sistemi di propulsione più veloci degli attuali». Le missioni sul suolo lunare, spiega, «all’inizio dureranno al massimo 30 giorni. L’agenzia spaziale giapponese che collabora al programma Artemis sta realizzando veicoli pressurizzati per consentire agli astronauti di coprire grandi distanze sul terreno. Indossando le tute, potranno poi avventurarsi all’esterno».

Nelson spiega come si nutriranno gli astronauti: «Sappiamo far crescere dei vegetali su campioni del suolo lunare riportati dalle missioni Apollo. Credo che la trama di The Martian , in cui Matt Damon sopravvive solo su Marte coltivando patate, non sia lontana dalla realtà. Una rete di satelliti in orbita attorno alla Luna garantirà le comunicazioni con la Terra anche sul lato nascosto del satellite». Infine, dice che la prossima guerra sarà combattuta in orbita: «Guido la Nasa. La sua missione è l’esplorazione pacifica dello spazio. Se è vero, come hanno riportato i giornali, che la Russia è in grado di far detonare una testata nucleare nello spazio, si tratta di una minaccia molto grave per l’umanità. Un’esplosione del genere danneggerebbe anche i cosmonauti e i satelliti russi, oltre a mettere fuori uso tutti i gps del pianeta».

(Fonte: Open.online)

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *