Continua a crescere l’economia blu in Italia che nel 2022 (dato definitivo più recente) ha raggiunto i 178 miliardi di euro, pari al 10,2% del Pil. Ma le previsioni per il 2023 (con dati ancora non definitivi), prefigurano il traguardo di 197 miliardi. È quanto emerge dal XII Rapporto nazionale sull’Economia del mare 2024, realizzato da Ossermare (osservatorio sul settore), Centro studi Tagliacarne-Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue forum Italia network. Lo studio, viene presentato oggi, 10 luglio 2024, a Roma, alla presenza dei ministri Adolfo Urso (Imprese e made in Italy) e Nello Musumeci (Protezione civile e politiche del mare).

Entrando nel dettaglio, il settore ha totalizzato un numero di imprese pari a 227.975 (sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, quando erano 228.190) con 1,04 milioni di occupati. Inoltre, secondo il report, l’Economia del mare ha generato, nel periodo, un valore aggiunto diretto pari a 64,6 miliardi di euro, che, se consideriamo il valore attivato nel resto dell’economia, raggiunge, appunto, i 178,3 miliardi di euro.

Crescono, dunque, sottolinea lo studio, tutti i numeri considerati: «Il valore aggiunto diretto, con un +15,1%, pari a due volte la crescita media italiana, ferma al 6,9%» e «il valore aggiunto complessivo, di quasi un punto percentuale rispetto a quanto rilevato dall’XI Rapporto del 2023». Ma sale anche «il moltiplicatore, pari a 1,8, a fronte dell’1,7% della scorsa rilevazione. Ossia, per ogni euro speso nei settori direttamente afferenti alla filiera mare, se ne attivano altri 1,8 nel resto dell’economia». Crescono, infine, come si è visto, «gli addetti, con un aumento occupazionale del 6,6%, pari a quasi quattro volte quello registrato nel Paese (1,7%)».

In testa alla classifica delle regioni per incidenza del valore aggiunto dell’economia del mare sul totale di quella territoriale, c’è la Liguria (11,9%). Il Sud Italia, peraltro, consolida il suo primato di area a maggiore produzione di valore aggiunto, con quasi 21 miliardi di produzione diretta, pari a circa un terzo dell’intero “prodotto blu” nazionale.

Lo studio fornisce anche un’anticipazione su numeri, ancora non definitivi, relativi al 2023. Si prevede che il valore aggiunto diretto possa aver superato, l’anno scorso, i 70 miliardi e, se sarà confermato il moltiplicatore dell’1,8, il valore totale della filiera del mare si attesterà su 197 miliardi. In salita anche gli occupati, che potrebbero essere arrivati a 1,07 milioni.

«Il rapporto – afferma Giovanni Acampora, presidente di Assonautica italiana, di Si.Camera e della Cciaa di Frosinone Latina – conferma la strategicità dell’economia del mare per il sistema Paese, di cui è fattore trainante di crescita. L’aumento occupazionale del 6,6%, con oltre un milione di addetti, è un segno importante di fiducia da parte delle imprese che continuano a investire nel settore. In tal senso, si rivela essenziale proseguire l’azione condotta con il Piano del mare, accelerando sui driver di sviluppo trasversali della semplificazione e della transizione digitale ed ecologica».

Secondo Antonello Testa, coordinatore di Ossermare, «l’economia blu italiana conferma il suo trend di crescita, superando i 178 miliardi di valore aggiunto. I dati confermano la leadership dell’Italia in Europa, a differenza di quanto registrato dal Eu Blue economy report 2024, che ci colloca al 4° posto come valore aggiunto, dopo Germania, Francia e Spagna, guardando a un perimetro diverso dal nostro».

(Fonte: Msn.com)

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