L’Aeroporto “Giuseppe Verdi” di Parma è al centro di una lunga stagione di tensioni, che vede contrapposti i piani di rilancio industriale alle forti preoccupazioni di comitati e associazioni ambientaliste.
Se da un lato lo scalo ha trovato nuova linfa grazie a una cordata di imprenditori locali, dall’altro le polemiche sulla sua sostenibilità non accennano a placarsi.
Dopo un periodo di profonda incertezza finanziaria, segnato da un aumento di capitale inizialmente saltato nell’agosto 2025, lo scalo è stato dichiarato “salvo” a fine 2025.
Una cordata di circa dieci imprenditori parmigiani, tra cui spicca la famiglia Barilla, ha preso il timone della società di gestione (So.Ge.A.P.) attraverso la società Apollo, versando circa 9 milioni di euro per ripianare i debiti e garantire l’operatività.
Nuova Strategia: Il nuovo amministratore delegato, Michele Bufo, ha ribadito l’intenzione di puntare esclusivamente sul traffico passeggeri, escludendo lo sviluppo di voli cargo.
Nonostante le rassicurazioni della dirigenza, il fronte del “no” resta attivo, guidato dal comitato NoCargoParma e da esponenti di Europa Verde.
Allungamento della Pista – Resta uno dei temi più divisivi. Sebbene ufficialmente si parli di scalo passeggeri, i critici temono che l’allungamento della pista – necessario per aerei di maggiori dimensioni – possa comunque aprire la porta a un traffico pesante o insostenibile per la zona.
Impatto Acustico e Salute – Il comitato NoCargoParma ha espresso forte preoccupazione per il recente aumento del numero di voli sopra le aree abitate. Si contesta la vicinanza dello scalo alla città e il potenziale degrado della qualità dell’aria, tema sollevato anche in sede europea.
Un altro filone critico riguarda la legittimità degli investimenti in una struttura che per trent’anni ha registrato perdite costanti (oltre 82 milioni di euro complessivi).
La Concorrenza di Bologna – Molti osservatori ritengono Parma uno scalo “inutile” data la vicinanza con il Guglielmo Marconi di Bologna, che assorbe la maggior parte del traffico regionale.
Investimenti Pubblici – Europa Verde e altre associazioni chiedono la fine dell’uso di risorse pubbliche per ripianare i debiti di un’infrastruttura considerata strutturalmente fallimentare.
Recentemente, l’ENAC ha dato il via libera all’estensione dell’orario operativo del “Verdi”, che passerà da 16 a 18 ore giornaliere a partire dal 1° febbraio 2027. Questo provvedimento è visto dai sostenitori come un passo necessario per la competitività, ma dagli oppositori come un ulteriore peggioramento dell’inquinamento acustico notturno.







