Un drone d’attacco russo ha colpito un edificio residenziale di 10 piani nella città di Galați, in Romania, provocando almeno due feriti e innescando una gravissima crisi diplomatica e militare internazionale. Si tratta del primo episodio dall’inizio del conflitto in Ucraina in cui un attacco di Mosca causa feriti sul territorio di un Paese membro della NATO.

L’incidente ha provocato l’immediata reazione dei vertici europei e dell’Alleanza Atlantica, configurandosi come la più seria violazione della sicurezza dei confini alleati dall’inizio della guerra.

L’esplosione è avvenuta nella notte, quando il velivolo senza pilota ha centrato in pieno una palazzina civile. I video diffusi dai soccorritori mostrano i Vigili del Fuoco rumeni al lavoro tra i detriti per mettere in sicurezza la struttura e assistere i residenti.

Secondo le prime ricostruzioni giornalistiche, i caccia F-16 della NATO non sarebbero riusciti a intercettare e abbattere il mezzo in tempo, sollevando interrogativi sulle tempistiche di reazione della difesa aerea integrata lungo i confini orientali.

La gravità dell’evento ha spinto i leader occidentali a rilasciare dichiarazioni perentorie:

  • Unione Europea: La Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha denunciato l’accaduto affermando che “la Russia ha superato un limite”. L’Alto rappresentante Kaja Kallas ha aggiunto che a Mosca non può essere permesso di violare impunemente lo spazio aereo europeo, confermando che l’UE sta già preparando nuovi pacchetti di sanzioni mirate.
  • Italia: La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’attacco su Galați “un atto gravissimo da parte russa”, evidenziando come l’innalzamento intenzionale dell’escalation metta concretamente a repentaglio la stabilità e la sicurezza dell’intera Europa.

Non è la prima volta che i frammenti di droni russi – spesso modelli di fabbricazione iraniana come gli Shahed 136 impiegati massicciamente da Mosca – cadono oltre il confine rumeno o polacco durante i raid contro le infrastrutture portuali ucraine sul Danubio. Fino ad oggi, tuttavia, si era trattato di detriti piovuti in zone prevalentemente disabitate o boschive.

Il coinvolgimento diretto di un centro abitato della Romania e il ferimento di cittadini comunitari spingono l’escalation a un livello critico. I Ministri degli Esteri dell’Unione Europea si sono già impegnati a intensificare i colloqui per rafforzare i sistemi di difesa aerea nei Paesi di frontiera e aumentare la pressione economica sul Cremlino.

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