Published On: Mer, Lug 29th, 2020

Lettera al Direttore – VIGNALI: RIABILITATO

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Signor Direttore,
La Gazzetta di Parma a fine giugno e a fine luglio ha pubblicato due importanti notizie relative all’ex sindaco Pietro Vignali. Primo: l’archiviazione, da parte del nostro Tribunale, di un procedimento che lo vedeva indagato per l’assunzione di 18 dirigenti che la procura ritenne abuso di ufficio ed invece si dimostrò del tutto regolare; secondo: la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Bologna che riabilita l’ex sindaco estinguendo le pene accessorie e ogni altro effetto penale. Sono notizie di grande interesse che aprono scenari nuovi e invitano chi di dovere a rendere giustizia a questa persona oggetto, dal 2011, di una vera e propria persecuzione.
In particolare la riabilitazione bolognese è cosa rara e viene concessa di solito al 3,5 % dei casi. Una riabilitazione avvenuta in tempi record dopo l’archiviazione di un procedimento avvenuto in tempi biblici che si è trascinata per 10 anni prima di giungere ad un nulla di fatto che ha fatto dire al Pm “ci siamo sbagliati, gli investigatori sono incorsi in errori di valutazione”, ma intanto è costata all’ex sindaco di Parma un vero e proprio linciaggio e danni morali e materiali enormi.
Ora la riabilitazione cancella pure un patteggiamento che Vignali aveva concordato con la procura, col quale Vignali, penso, malamente consigliato dal suo legale bolognese, che presumo si fosse accordato col Pm, offerse al Comune, che si era costituito parte civile, il suo appartamento, chiudendo, mi permetto di dire, un indotto patteggiamento.
Ritengo questa iniziativa del Comune, leggasi del sindaco Pizzarotti, una forzatura ingiustificata. Mi chiedo: quali danni ha dato Vignali al Comune? Questi danni non sono mai stati quantificati e mi chiedo come possa costituirsi parte civile, ritenendosi danneggiato, chi non ha quantificato il danno?
Allora è tempo che si chiarisca a fondo una vicenda che disonora la città e la sua giustizia.
Ora Vignali può riprendere in mano la sua vita. Da allora mai una parola fuori posto, il ritorno alla professione di commercialista. In città non lo si vedeva spesso: lo stesso ciuffo elegante ma lo sguardo profondo e triste per quell’enfant prodige della politica. Allora Parma pensava in grande, erano gli anni del “Quoziente Parma” a favore delle famiglie più deboli, della Carta contro la microcriminalità, di una mostra per ammirare da vicino la cupola del Correggio in duomo. Poi venne la crisi e dal 2008 le cose cambiarono, Vignali si rese conto che la metropolitana, come avvenuto a Bologna, non aveva più senso e la cancellò. Di lì cominciarono i suoi guai per l’ira dell’impresario che aveva vinto la gara per il metrò.
Se l’attuale sindaco avesse approfondito la vicenda e non criticato gratuitamente la precedente amministrazione (l’ha persino fatto di fronte al presidente della Repubblica) dovrebbe non solo e doverosamente restituire la casa indebitamente ottenuta a Vignali, ma chiedergli addirittura scusa e per due motivi fondamentali: primo Vignali rinunciando alla metropolitana ha salvato la città dalla bancarotta che l’avrebbe colpita se l’opera fosse stata eseguita; secondo, senza l’intervento di Vignali, grazie alle sue conoscenza romane, non avrebbe mai avuto 71 milioni (ottenuti addirittura con una legge ad hoc) per aver rinunciato al metrò, che son serviti al Comune per terminare i lavori nella stazione ferroviaria.( più Altri 11 milioni circa all’impresa Pizzarotti come risarcimento danni per aver vinto la gara d’appalto per la metrò mai realizzata)
Altro che danni egregio sindaco Pizzarotti!
Sapranno gli attuali amministratori a comportarsi come persone realiste e leali? Occorre sempre avere buone speranza ma purtroppo i fatti spesso le smentiscono. Il giorno 27 luglio è apparso sulla Gazzetta di Parma un servizio dal titolo: “Riabilitazione di Vignali: la politica si divide” e nel sommario: “Salsano (della fazione del sindaco Pizzarotti n.d.r.): nei suoi anni degenarazione etica, Aimi (senatore di Forza Italia n.d.r.): l’ex sindaco può dare molto alla città”
Le dichiarazioni del consigliere comunale Salsano, anziché apprendere con piacere la fine della vicenda riguardante l’ex sindaco parla di “degenerazione etica” degli anni dell’amministrazione Vignali, citando la relazione del commissario Ciclosi. C’è da augurarsi che il Salsano fosse in buona fede perchè altrimenti le sue dichiarazioni rasenterebbero l’insulto. Se il Salsano non lo sa, la relazione Ciclosi fu un coacervo di inesattezze ed errori che gli permisero di alzare la tassazione al massimo penalizzando gratuitamente i cittadini. Il debito del Comune non era mai stato di 800 milioni ma di 600 e riguardava le società partecipate. Chi parlò di défault, sindaco in testa, disse cose non vere. L’assessore al Bilancio Capelli in merito fu molto preciso negando la situazione descritta dal Salsano.
Chela relazione Ciclosi fosse praticamente un falso lo si è visto nel tempo dato che non vi sono state conseguenze di sorta che sarebbero avvenute se fosse stata veritiera. Il Salsano prima di fare certe sparate aveva il dovere di documentarsi meglio. Dicendo quello che ha detto ha dimostrato, lui consigliere comunale, di non conoscere quello che capitò negli anni in cui Vignali governò con intelligenza la città.
o. m.

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