Dior o Vivienne Westwood? L’eleganza classica degli anni ’60 o il punk dei ’70? Il live action Crudelia di Craig Gillespie non è solo una storia familiare tra una bambina rifiutata e una madre ‘cattiva’ ma anche una sfida fashion. Oltre alla colonna sonora è il look ad essere strepitoso in questo film che sta riportando il pubblico in sala in tutto il mondo dagli Usa all’Italia (o in tv su Disney +). Il mood fashion di Crudelia è di razza: Jenny Beavan, 71 anni, due volte premio Oscar per i costumi – Camera con vista di James Ivory e Mad Max: Fury Road di George Miller – più otto candidature. Per la prossima stagione, la candidatura alla statuetta sembra scontata. Il look della costumista britannica del resto ha fatto notizia a livello mondiale nel 2016 quando per ritarare l’Oscar per Mad Max: Fury Road (2015) è salita sul podio indossando jeans e una giacca da motociclista decorata con un teschio fiammeggiante ingioiellato. Insomma un indizio non da poco per Crudelia, il film che indaga l’infanzia triste e il desiderio di vendetta della cattiva della Carica dei 101, la supercriminale amante delle pellicce Crudelia de Mon, interpretata da Emma Stone. Ambientato nel mezzo della rivoluzione punk-rock nella Londra degli anni ’70, segue l’aspirante stilista Estella (Stone) che cattura l’attenzione della baronessa stilista von Hellman (Emma Thompson). Il loro incontro dà il via a una catena di eventi che vede la giovane Estella trasformarsi nella spietata Crudelia, scambiando i suoi abiti da lavoro con spettacolari abiti rosso sangue, pantaloni da motocross con paillettes, giacche militari stravaganti e gonne svolazzanti punteggiate di petali cuciti a mano. La moda, per lei, diventa un’arma, usata per mettere in ombra la Baronessa e sfidare l’establishment. E questo ha molto a che fare con il potere sociale della moda.


A Vogue Uk e a Variety, Beavan ha raccontato come ha costruito i costumi di Crudelia. Innanzitutto facendo riferimento al suo mood nostalgico di quegli anni. “”Ero lì! All’epoca ero più interessata al teatro che alla moda: scenografia, scenografia. Ma ricordo le cose che indossavo. Non potevo permettermi Vivienne Westwood e anche Biba era un po’ fuori dalla mia fascia di prezzo. Quindi, dopo aver letto la sceneggiatura, ho fatto un elenco di immagini/riferimento per i personaggi. In termini storici ho pensato alla Westwood certamente, alla  cantante Nina Hagen, al brand Bodymap e alla moda di Alexander McQueen“.

Nel film Crudelia-Emma Stone ha ben 47 look e la baronessa-Emma Thompson 33, un record. “Ho acquistato abiti vintage, pensando che Crudelia se fosse vissuta davvero in quei tempi li avrebbe certamente usati, soprattutto prima di avere molti soldi. Abbiamo guardato le case di costumi, che hanno buone scorte di vestiti degli anni ’70, ma è stato anche interessante andare al mercato di Portobello Road a Londra. Poi ad una grande fiera vintage chiamata A Current Affair a Brooklyn: 10 valigie di abiti da mostrare a Emma. L’abbiamo suddiviso in look, iniziato la prova, imparato cosa avrebbe funzionato e cosa non avrebbe funzionato e fotografato tutto. Lei adorava mettersi i vestiti ed era in posa. Abbiamo fatto tutto nella sua cucina. Penso che siano state circa sei ore di prove. Ci ho provato prima che lei venisse nel Regno Unito per girare ed è stato utile perché abbiamo trovato la base dell’intero look di Crudelia. Nel film poi, i colori per Crudelia erano chiari: bianco e nero con un po’ di grigio, più il rosso per i momenti clou, mentre la baronessa von Hellman aveva un sacco di marrone e oro”. Per una delle scene più spettacolari, un abito immenso che prende fuoco, la costumista racconta che è stato ispirato dll’abito “Tree” di Charles James”. Un altro spettacolore look di Crudelia è quando è in piedi sul tetto di un’auto indossando una lunga gonna e giacca rosa con cavalli in miniatura e carrozze sulle spalle. “Quella giacca era un’opera d’arte. Ho trovato una bella giacca che avrebbe potuto funzionare, ma abbiamo deciso di rifarla. Quindi, il punto centrale della gonna a balze era che doveva racchiudere l’auto della baronessa. Doveva essere enorme e abbastanza leggero da poterlo indossare, ma anche abbastanza pesante da poterlo sbattere intorno alla macchina. È stata una vera sfida perché all’inizio era troppo pesante. Alla fine, è stato realizzato da Kirsten Fletcher, che è un’incredibile costumista, e ho avuto molti studenti che cucivano petali a mano nel mio laboratorio. Apparentemente, c’erano 5.060 petali in totale”. 
L’aspetto della baronessa von Hellman è così diverso da quello di Crudelia. Cosa l’ha ispirato? “È abbastanza influenzato daDior e lei è un po’ vecchio stile, un po’ più anni ’50 e ’60. Ci siamo sentiti come se la baronessa avesse un vero senso dello stile e questo ha portato al suo lavoro. Ho lavorato con una costumista fantastica, Jane Law, che ha un laboratorio a Worthing, sulla costa meridionale dell’Inghilterra. Ci andavo con una macchina assolutamente piena di stoffa, la buttavo tutta sul pavimento e poi partivamo con il nostro porta manichini, drappeggiando e pensando alle idee. Poi ci incontravamo con Emma Thompson e le facevamo provare tutto”.

fonte Ansa

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