Festeggiamo il traguardo di 38000 firme per la Petizione SALVIAMO L’ARIA DI PARMA DALL’INQUINAMENTO

 

La petizione è stata lanciata il 7 marzo e in due settimana ha raggiunto 25000 firme, tutte dal Nord Italia, segnale che il problema è sentito ovunque da quando è stato ufficialmente dichiarato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente che nella classifica delle dieci città più inquinate d’Europa, 4 sono italiane e tutte nella Pianura Padana. L’Agenzia prende in considerazione la concentrazione di polveri sottili misurate tra il 2019 e i 2020. Parma nella classifica si posiziona al 276esimo posto cioè in pericolosa zona rossa.

 

Nel frattempo anche la Rete Ambiente Lombardia ha promosso dal 1 giugno la petizione “Apriti cielo” per migliorare l’aria della loro regione.

In tutta Italia stanno nascendo e sviluppando movimenti che chiedono maggior impegno e cura per proteggere l’aria dall’inquinamento, come il Flash Mob del 27 giugno che si è svolto in 6 città italiane coordinato da “Cittadini per l’aria” (MI) con le associazioni e istituzioni che in tutta Italia in questi anni hanno monitorato il biossido di azoto NO2 di fronte alle scuole delle loro città: Napoli pedala, Salvaiciclisti (RM), Aria Pesa (BO), Basta Veleni (BS), Torino Respira.

In tutte le città monitorate le concentrazioni di NO2 sono risultate fuorilegge rispetto al limite previsto dalle norme vigenti. I bambini sono spesso a rischio proprio per via dell’inquinamento atmosferico e anche la loro performance scolastica peggiora dove la qualità dell’aria è più bassa.

 

Parma A Dimensione Umana si fa portavoce di questa petizione ma le preoccupazioni e le esigenze nascono da cittadini che sono pronti ad un grande cambiamento. Un cambiamento urgente e radicale che viene richiesto dal basso ma anche da molti studi e ricerche scientifiche. Come quello che segue dell’Università di Tor Vergata di Roma che ha messo in relazione i costi del Sistema Sanitario Nazionale e le malattie respiratorie causate dall’inquinamento.

 

L’Italia è uno dei paesi che più spesso supera le soglie di concentrazione di poveri sottili e ultrasottili. Tutto ciò si ripercuote sulla salute delle persone, anche giovani. Ma sono alti e tangibili pure i costi per il Sistema sanitario nazionale. 

Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, l’Italia è tra i paesi con più alto numero di superamenti delle soglie di concentrazione di poveri sottili (PM10) e ultrasottili (PM2.5) indicate dall’Organizzazione mondiale della sanità, ed è tuttora soggetta a procedura d’infrazione così come stabilito dalla Corte di giustizia europea nel novembre 2020.

Utilizzando le schede di dismissione ospedaliera (Sdo) fornite dal ministero della Salute, si può stimare l’incidenza giornaliera delle ospedalizzazioni urgenti (quelle non programmate) per malattie respiratorie dovute all’incremento delle concentrazioni giornaliere di particolato sottile (PM10).

A causa della sua ampia diffusione e capacità di penetrare nei polmoni e nel flusso sanguigno, il particolato è considerato uno dei principali fattori di rischio per la salute.

 

Il PM10 è  un killer invisibile, ma i suoi costi sono ben evidenti e tangibili, così da renderlo una questione politica prioritaria e stimolare ulteriori azioni di mitigazione che migliorino ancor di più la qualità dell’aria, in modo da poter finalmente riprendere il fiato. 

 

 

La Petizione online “Salviamo l’aria di Parma dall’inquinamento” è al seguente link:

 

https://www.change.org/ariadiparma

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