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Spazio Cordis
è lieto di annunciare una nuova collaborazione con l’Associazione culturale di diritto francese CONTEMPORALIS.

Ideata da una coppia di appassionati collezionisti d’arte contemporanea: Roberta Malavasi e Riccardo Valentini, cittadini italiani residenti a Parigi, collezionisti e membri delle più importanti Associazioni a sostegno dell’arte contemporanea in Francia, CONTEMPORALIS è stata fondata nel giugno 2021 per sostenere e promuovere la divulgazione in Francia di artisti contemporanei italiani o formatisi in Italia, e reciprocamente di artisti francesi ed europei in Italia.

A settembre CONTEMPORALIS ospiterà la mostra Jacopo Mazzonelli HARMONICES presso la sua sede parigina, nel prestigioso VII arrondissement, a due passi dal Dôme des Invalides, e dal Museo Rodin.

Per questo motivo la mostra a Spazio Cordis chiude anticipatamente il 12 settembre e si traferisce a Parigi dal 18 settembre al 18 ottobre 2021.

J. Mazzonelli, Arc-en-ciel 3’45”, 2021, specchi, chiusure di libri vittoriani, dim. compl. 98 x 32 x 1 cm
Il progetto, realizzato anche grazie alla partecipazione della Galleria Studio G7 di Bologna, propone per la prima volta in Francia il lavoro di Jacopo Mazzonelli, che contemporaneamente, insieme al compositore Matteo Franceschini e alla pianista Eleonora Wegher, il 17 settembre presenta la performance Tabulae presso CENTQUATRE-PARIS, spazio di residenza, produzione e diffusione per il pubblico e gli artisti di tutto il mondo, concepito dal suo direttore José-Manuel Gonçalvès e dai suoi team come una piattaforma artistica collaborativa che da accesso a tutte le arti di oggi.

Jacopo Mazzonelli fonda la sua ricerca sull’interpretazione e sulla visualizzazione della dimensione sonora attraverso sculture, assemblaggi e installazioni che indagano l’ampia zona di confine tra arti visive e musica. L’artista si avvale di tecniche e metodologie mutuate da diverse discipline, che hanno sempre al centro una decostruzione (concettuale, linguistica o fisica) del complesso universo sonoro. La mostra raccoglie una selezione di opere recenti e alcuni pezzi inediti, come A(bracadabra) in cui l’artista scompone la tavola armonica di un pianoforte ri-assemblandola e riconducendola alla dimensione del quadro per stimolare la riflessione sulla spazialità dell’evento sonoro (laddove la tavola si palesa come paesaggio sonoro reale e immaginario) e contemporaneamente introducendo l’elemento verbale e l’osservazione della parola come segno e pura sonorità. La A, punzonata sulla superficie dell’opera, sta infatti per “Abracadabra”, vocabolo in uso nella magia mistica antica che nonostante le etimologie proposte è definito per se stesso inintelligibile e intraducibile: una parola che in un certo senso è suono puro, vibrazione arcana. In altri casi la funzione semiotica è affidata a espressioni matematiche: in opere come Sound waves 0,00002 Pascal, l’artista attinge dal suo patrimonio di oggetti ed elegge una serie di desuete copertine di album fotografici in velluto colorato a supporto di corde di chitarra opportunamente tese e rimodellate perché assumano la forma dell’equazione delle onde di D’Alambert, nel primo caso, e del valore in Pascal assegnato alla soglia dell’udibile, nel secondo. Oltre alla fisica del suono e alla relazione tra la sua dimensione intangibile e quella oggettuale, scultorea, al centro della ricerca di Mazzonelli stanno poi il “gesto musicale”, le indagini sulla percezione del ritmo e lo studio sul divenire del tempo. Queste istanze informano lavori come Étude, in cui l’artista allude al gesto di generazione del suono che scaturisce dalle mani del pianista, innanzitutto come intenzione intellettuale e poi come azione muscolare, cristallizzando tutte le potenzialità possibili del suono prima che esso esista e prenda forma, o come Pendulum music, installazione sonora in movimento costituita da una serie di parallelepipedi (scatole di cartone originariamente contenenti rulli per pianola meccanica) allungati e fissati a parete a uguale distanza per suggerire nella loro suggestiva serialità anomali orologi a pendolo che, attraverso aste di ottone e meccanismi di orologio applicati sul lato inferiore di ogni scatola, si muovono perpendicolarmente al muro producendo un suono delicato a scandire un ritmo cadenzato e ancestrale.

Nella sua tappa parigina, la mostra si relaziona con gli spazi dell’abitare, del vissuto alla ricerca di quella dimensione intima dello sguardo e dell’ascolto che solo in un ambiente familiare può essere goduta a pieno. Riscopriamo la frequentazione quotidiana con l’opera, i tempi lunghi di osservazione, il lento depositarsi di uno spunto formale, che si trasforma in riflessione e meditazione intellettuale.

Leggi il Bollettino della mostra

Jacopo Mazzonelli_Harmonices, installation view, ph. Marco Toté

Vi aspettiamo anche a ottobre per uno speciale appuntamento in studio in concomitanza con ArtVerona.

Jacopo Mazzonelli

open sound _ matinée in studio

colazione concerto su strumenti rari nello studio dell’artista
domenica 17 ottobre dalle ore 10.00

in collaborazione con
Galleria Studio G7, Bologna e Spazio Cordis, Verona

STUDIO MAZZONELLI
vicolo Cieco Parigino 11, Verona

Jacopo Mazzonelli_Harmonices, installation view, ph. Marco Toté

Jacopo Mazzonelli

Jacopo Mazzonelli (Trento, 1983) Jacopo Mazzonelli realizza sculture, assemblaggi e installazioni che indagano l’ampia zona di confine tra arti visive e musica. La sua ricerca si avvale di tecniche e metodologie mutuate da diverse discipline. Lavorando sull’interpretazione e sulla visualizzazione della dimensione sonora, l’artista si confronta con strumenti che destruttura, trasforma e ricompone. Al centro del suo interesse è il “gesto musicale”, le indagini sulla percezione del ritmo e del divenire del tempo. Ha tenuto mostre personali in Italia e all’estero. Nel 2017 il Mart – Galleria Civica di Trento gli ha dedicato un’ampia mostra personale – To be played at maximum volume – corredata di una monografia a cura di Luigi Fassi e Margherita de Pilati. Suoi lavori sono già in importanti collezioni tra le quali: AGIVERONA; Caldic Collection, Rotterdam, Unicredit Art Collection; VAF-Stiftung Collection; MART Collection, Rovereto; Fondazione Francesco Fabbri, Treviso. Tra le principali esposizioni ricordiamo: Sonografia, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna (2018); To Be Played at Maximum Volume, Mart – Galleria Civica di Trento (2017); VI Vaf Prize-Posizioni Attuali dell’arte, Schauwerk, Sindelfingen (Stuttgart) e Stadtgalerie, Kiel (2014); La Correzione, con Silvia Giambrone, Paolo Maria Deanesi Gallery, Trento; Difference and Repetition, Galleria Giovanni Bonelli, Milano; Jce Biennal d’Art Contemporain, Le Beffroi, Montrouge, Museu de l’Empordà, Figueres, The Art Building, Vrå, Amadeo De Souza-Cardoso Museum, Amarante; Isorhythm, con Giulio Paolini e a cura di Bettina Della Casa, Galleria Studio G7, Bologna. In collaborazione con il compositore Matteo Franceschini, dal 2017 realizza una fitta serie di progetti performativi dei quali, insieme alla pianista Eleonora Wegher, è anche interprete diretto.

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