NUOVO RECLAMO DELLE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE PER FERMARE L’ESPERIMENTO CON FORNO FUSORIO E UN MAIALE. ALLEGATE 10.237 FIRME DI CITTADINI DELLA PETIZIONE SALVIAMO CUORE

“Serve un maiale, irrimediabilmente ammalato, di quelli con il destino segnato e in imminente scadenza. Dovrà essere sottoposto ad un prelievo del Dna, poi ucciso, vestito con indumenti simili a quelli che Mario Bozzoli indossava la sera della sua scomparsa, e infine gettato in un forno da fonderia”. Questo aveva deciso un tribunale per verificare come brucia un corpo in un forno fusorio, nell’intento di simulare ciò che possa essere accaduto all’imprenditore scomparso nel 2015. Non tarda ad arrivare la risposta delle associazioni protezioniste, che dopo aver risposto pubblicamente con un comunicato, hanno inviato un nuovo reclamo via pec allegando
10.237 firme della petizione Salviamo Cuore.
“Il Tribunale di Brescia nonostante i reclami, le proteste, le richieste e le firme di oltre 10.000 cittadini, ha deciso di andare avanti con l’esperimento, come abbiamo appreso all’ultimo momento dai vari quotidiani”- dicono le associazioni – “Dopo giorni e giorni di silenzio, poco prima dell’esperimento abbiamo letto dichiarazioni assurde e illogiche, ma lo sfruttamento animale basasi infatti sempre su un’assurdità di fondo.
“Non butteranno nel fuoco un animale mentre è ancora vivo ma già morto”, dice il Tribunale. “Già ucciso piuttosto, già morto perchè è già stato ucciso”, traduciamo noi, aggiungendo che questo tentativo di attaccarsi sugli specchi è assurdo, perchè nessun quotidiano aveva mai pubblicato che il maiale sarebbe stato buttato nel forno fusorio mentre era ancora vivo. Quindi che la creatura sarebbe stata prima uccisa e poi bruciata, era fatto ben noto.
Abbiamo letto che “verrà usato un animale di allevamento morto per cause naturali”, e qui l’assurdità continua, visto che nessun animale negli allevamenti muore di “morte naturale” ma trattasi sempre di “morte indotta”. E infatti leggiamo la successiva dichiarazione:”l’animale sarà prelevato tra quelli che quotidianamente vengono conferiti all’Istituto Zooprofilattico prelevati da tutti gli allevamenti perché deceduti e destinati allo smaltimento”.
Trattasi di animali deceduti negli allevamenti, cioè uccisi negli allevamenti (soppressi o morti di stenti). Gli animali rinchiusi nelle gabbie degli allevamenti non possono definirsi mai “animali sani”, hanno ferite e piaghe da decubito dovute alla reclusione in gabbia e alla mancanza di possibilità di movimento adeguato. Sono animali tristi, psicologicamente provati, spaventati, isolati dal mondo, trattati come oggetti come se fossero nulla. In questa triste storia c’è dunque tutto l’orrore dello sfruttamento animale: esperimenti e allevamenti!
Abbiamo sempre contestato l’idea alla base di tutto questo, cioè usare un essere senziente per un esperimento giudiziale. A tale disvalore si unisce l’aggravante di voler utilizzare un maiale di un allevamento, una creatura già vittima di violenza e sofferenza, perchè questo sono gli allevamenti. Gli animali sono stati recentemente riconosciuti come “esseri senzienti” nell’art.9 della nostra Costituzione, una riforma arrivata dopo anni di battaglie per i diritti animali e che ora non può rimanere solo sulla carta.
Cuore era un simbolo, per tutti gli animali sfruttati e uccisi, rinchiusi nelle gabbie degli allevamenti, rinchiusi nei laboratori di sperimentazione, privati della loro identità di esseri senzienti. E giustificarsi dicendo che gli animali sono “già morti” significa togliergli ancora una volta la loro dignità di esseri senzienti.
“Giustizia per Cuore, sono tutti Cuore”

Le associazioni: Meta Parma, Avi Parma, Salviamo i macachi di Parma

Link petizione:
change.org/salviamocuore

Link video La storia di Cuore:
https://youtu.be/xNwrDxLE9LQ

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