La crescita dei tassi frena il mercato dei mutui, che in ogni caso resta dinamico nei centri universitari e nelle località turistiche. A colloquio con Cristina Balbo, direttore regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo.

In un anno i tassi ufficiali nell’Eurozona sono passati da zero al 4%. Che impatto ha avuto questa tendenza sui mutui?

«Nei primi mesi del 2023 c’è stata una contrazione nelle compravendite che si riflette anche nella domanda di mutui. Le famiglie, con i tassi in crescita, vogliono essere certe di poter sostenere l’impegno finanziario. Tuttavia, da una lettura più approfondita, emerge che il calo è dovuto soprattutto al minor numero di surroghe e rinegoziazioni».

Come cambiano le preferenze dei richiedenti?

«Dopo un 2022 in cui è era ancora alto l’interesse per il tasso variabile, anche nella versione che prevede un cap, nel 2023 c’è stato un ritorno al tasso fisso, con il 95% delle preferenze da parte dei clienti. Abbiamo riscontrato una sensibilità crescente per l’acquisto di immobili green e per la possibilità di finanziare il 100% del valore con durate più lunghe».

Ci sono differenze tra la situazione nel Nordest e il quadro nazionale?

«Più che altro le differenze sono tra città e piccoli centri. Il mercato immobiliare, nelle realtà a vocazione turistica o che ospitano università e scuole di formazione d’eccellenza, non conosce crisi, sia per quanto riguarda i prezzi delle case sia per il volume delle compravendite. Il settore mutui ricalca sostanzialmente la medesima tendenza. Resta, poi, elevato il desiderio di trasferirsi in una casa più grande e più moderna. Probabilmente è un effetto a lungo raggio del lockdown, quando si è stati costretti a lunghi periodi di chiusura tra le mura domestiche. Cresce inoltre la sensibilità ambientale di chi si appresta all’acquisto, soprattutto tra i giovani».

Tra rialzo dei tassi, inflazione elevata ed economia che cresce lentamente, molte persone faticano a onorare le rate. Vi state attrezzando per fronteggiare questa situazione?

«Adottiamo tutte le misure possibili. A chi vuole rinegoziare, offriamo un ampio ventaglio di possibilità. Il cliente può passare dal tasso variabile al fisso o anche allungare la durata, purché il mutuo non superi complessivamente i 40 anni di durata ed il mutuatario non abbia più di 76 anni alla fine del periodo di ammortamento. Il nostro obiettivoè far sì che il sogno di comprare casa non si infranga contro lo scoglio del tasso. Per tutti gli under 36, lavoratori atipici compresi, è sempre possibile richiedere la mini-rata mutuo al tasso finito del 3,40%, la copertura al 100% del costo dell’immobile, la durata fino a 40 anni e un periodo di preammortamento massimo di dici, pagando la sola quota interessi».

(Fonte: Nordesteconomia.gelocal.it)

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