Una vita in polizia, una vita all’aeroporto di Parma. Se ne è andato a pochi giorni dalla pensione, iniziata nel finale del 2023. Ciro Angilella (al centro nella foto) lo conoscevano tutti in aeroporto. Ma non solo in aeroporto. Si era fatto voler bene in tutta Parma. Volontario della Croce Rossa di Parma aveva dato un grandissimo contributo nel suo tempo libero. È morto a Roma per un malore: lui di origini romane, era andato a trovare il fratello per le Feste natalizie.

Aveva iniziato giovanissimo la vita in divisa, trasferitosi a Parma appena terminata la scuola di Polizia. Una carriera iniziata alle volanti. «Un episodio che gli piaceva raccontare – spiega un suo caro amico di Croce Rossa – è quando ha salvato la vita a un bambino che stava soffocando nella vasca da bagno perché aveva ingoiato una moneta». Ma non fu l’unico momento saliente della sua carriera. Finito il periodo delle volanti fu uno dei primissimi poliziotti della Polaria che seguì con attenzione l’evolversi della sicurezza del piccolo scalo aeroportuale sempre in costante crescita negli ultimi anni. Perquisizioni, controlli e anche arresti furono coordinati da lui, sostituto commissario, nello scalo emiliano. Una delle sue esperienze più belle che amava raccontare fu quando le frecce tricolori giunsero a Parma. Ciro era un grande appassionato di aviazione e con gli amatissimi colleghi non perdeva l’occasione di fare qualche scatto vicino agli aerei più belli.

Importantissima fu per lui anche la sua esperienza in Croce Rossa dopo un profondo lutto che lo colpì. «Amava aiutare gli altri non solo in emergenza ma nei tanti ambiti che la Cri mette a disposizione dei volontari – lo ricordano i colleghi con la divisa rossa – era una persona disponibile anche se molto impegnata per lavoro. Ma sapeva farsi voler bene».

Il presidente Cri Parma Giuseppe Zammarchi lo ricorda così: «La Croce Rossa perde un grande amico. Per noi è un profondo lutto e ci ha colpito molto questa triste notizia. Perdere un amico così caro e sincero è sempre difficile». Parla anche Maurizio Vitrano coordinatore dei volontari in Cri a nome anche di molti suoi colleghi. «Non sono bravo a mettere per iscritto i pensieri che in questo momento occupano il mio cuore… A titolo personale posso certo dire che da domani, passare in aeroporto e non sentire più quel “Ciao Mauri, come va ???” da parte di Ciro, mi mancherà tantissimo. Una persona di cuore. Che sapeva metterlo anche nella sua professione».

I numerosi agenti della Polizia di Stato aeroportuale amano parlare di lui così e dire solo belle parole: «Era sempre positivo, portava buonumore anche nei momenti più difficili. Lascia un grande vuoto e ci mancherà tanto. Con il suo impegno ha reso, negli anni, l’aeroporto un posto sicuramente migliore e più sicuro». Ciro lascia anche un figlio e un fratello oltre i tanti amici che gli volevano davvero un gran bene.

(Fonte: Corrieredibologna.corriere.it)

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