L’Unione nazionale consumatori ha pubblicato una guida per risolvere uno dei problemi più annosi che, in un Paese eccessivamente burocratico come il nostro, affligge gli italiani: per quanto tempo è necessario conservare documenti come ricevute, multe, scontrini, fatture e bollette?

Su questo fronte, la parte più delicata riguarda tutto quello che si allega al 730 e al modello unico. Tassativamente – perché l’Agenzia delle entrate può fare verifiche entro 5 anni dalla dichiarazione, che salgono a 7 in caso di mancata presentazione – vanno custoditi per almeno un quinquennio scontrini e ricevute per l’acquisto di farmaci, spese condominiali, affitti, Cud e Cu. Lo stesso discorso vale, se sono state detratte, per le spese per rette e mense scolastiche, iscrizioni a corsi e palestre e le ricevute dell’assicurazione.

Capitolo scontrini: quelli per gli acquisti di beni consumo non possono essere buttati prima di due anni, perché altrimenti non è più possibile attivare la garanzia. Guai a disfarsi prima di cinque anni delle ricevute di pagamento di multe, tasse sui rifiuti, Imu o Tasi. Il doppio per le cartelle esattoriali legate a Irpef, Iva o Irap.

Secondo Unc, le fatture di alberghi e ristoranti vanno archiviate per almeno sei mesi: entro quella data le strutture ricettive possono richiedere il pagamento dei conti arretrati. Le bolle per le spedizioni non vanno buttate prima di 18 mesi.

Sul fronte dei servizi professionali devono passare almeno tre anni prima di gettare nel cestino della carta (o cancellare dalla memoria del pc) le parcelle di avvocati, medici, dentisti o architetti. Stessa tempistica anche per le cambiali e per le ricevute di pagamento del bollo auto. Anche perché le Regioni hanno tre anni, che si contano dal primo gennaio dell’anno successivo al versamento, per contestare il mancato pagamento della tassa di possesso auto.

Frastagliato il panorama delle scadenze per le utenze. Per quanto riguarda le bollette elettriche, servono cinque anni se sono state emesse prima del Primo marzo 2018, due anni se sono arrivate dopo questa data. Sempre cinque anni per le bollette del gas, ma solo se riguardano forniture precedenti al Primo marzo 2019, altrimenti bastano due anni. Per l’acqua le bollette devono essere conservate 2 anni se emesse dopo il 1° gennaio 2020, 5 anni prima del Primo gennaio 2019. Un quinquennio secco per le fatture della telefonia.

Cinque anni anche per le rate del mutuo. Il doppio è necessario per estratti conto bancari, atti notarili, rogiti, atti di matrimonio separazione o divorzio, attestati e diplomi.

(Fonte: Ilmattino.it)

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