Lo scorso anno si è chiuso con un ben poco lusinghiero record. È stato l’anno in cui gli italiani hanno pagato più multe, con il totale schizzato ben oltre gli 1,5 miliardi di euro. Per fare un confronto, la cifra è più alta del 6,4% rispetto al 2022 e di ben il 23,7% rispetto al 2019, l’ultimo anno non funestato dalla pandemia.

Una stangata che ha come protagonisti due attori: il Centro Nord, che contribuisce a una larghissima fetta del totale, e gli autovelox, responsabili di gran parte di queste contravvenzioni. Per esempio i nuovi autovelox di Verona rilevano la velocità dell’auto a 1 Km di distanza. E possono “sbirciare” nell’abitacolo.

Partiamo proprio dal primo dato: il Centro Nord, grazie anche agli altissimi numeri sull’effettiva riscossione delle multe comminate, è protagonista quasi esclusivo di questo boom. Degli 1,54 miliardi di euro incassati dalle multe, l’84,3% proviene da regioni di questa area geografica. Come detto, non si tratta di particolare incuria o disprezzo delle regole dei guidatori, ma di un sistema di riscossione molto più efficiente.

Se città come Milano, Torino o Bologna riescono a portare a riscossione più del 60% delle multe comminate, il dato cambia drammaticamente se si guarda al Centro Sud. A Napoli, per esempio, il tasso di riscossione è di appena il 14%. Va ancora peggio se guardiamo a Palermo, con il suo 12,2%.

I dati, elaborati dal Sole 24 Ore su base del sistema telematico del ministero dell’Economia, “incoronano” ancora una volta Firenze come la città più tartassata d’Italia. Nel capoluogo toscano la media pro-capite è di 198,6 euro. Si paga molto, in media, anche a Rieti (151 euro circa), Siena (133 euro), Potenza (120 euro), Milano (108 euro) e Padova (103 euro).

C’è però un dato molto interessante che spiega il record di multe nel 2023: se il numero di contravvenzioni e l’importo medio è rimasto pressoché stabile nei grandi centri urbani, sono aumentati parecchio i numeri nei piccoli centri.

Un dato su tutti: le multe comminate da comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti sono lievitate del 50%, quelle comminate da comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti del 59,7%. L’Italia è di gran lunga la nazione europea con il più alto numero di autovelox – sono più di 11 mila – e molti di questi hanno ormai un peso rilevante nell’economia di piccoli e medi paesi.

(Fonte: Dmove.it)

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