A proposito dei diritti degli animali, bisognerebbe discuterne nelle aule di scuola. Parlare di rispetto, di tutela, introducendo la cura non solo per cani e gatti ma anche per cavalli, capre, criceti (ecc.) nei programmi didattici. Per promuovere questo obiettivo l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) ha organizzato un convegno in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del merito; occasione in cui si è parlato della riforma dell’articolo 9 della Costituzione, ma anche della proposta di legge Modifiche alle leggi 20 luglio 2004, n. 189, e 20 agosto 2019, n. 92, in materia di attività didattiche per l’educazione alla tutela degli ecosistemi e della biodiversità e al rispetto degli animali. Depositata alla Camera dei deputati nel 2022, la proposta di legge chiede appunto l’inserimento nei programmi didattici nelle scuole di ogni ordine e grado di argomenti riguardanti il rispetto per gli animali. Prima firmataria della pdl, la deputata Michela Vittoria Brambilla che interverrà insieme al sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione, Paola Frassinetti.

Come ha spiegato Arianna Fioravanti, responsabile dei Rapporti istituzionali dell’Oipa e moderatrice del convegno, «L’educazione a una cultura del rispetto verso le altre specie può portare a una maggiore sensibilità anche verso i propri simili». Può cioè contribuire a ridurre anche il fenomeno del bullismo e il cyberbullismo.

La cronaca delle ultime settimane è segnata da episodi di violenza contro animali indifesi. «Tra questi quello di cui è stato vittima il cane Aron, legato a una catena e dato alle fiamme dal suo stesso proprietario. Un uomo che costituisce un pericolo per tutta la società». Ma ci sono stati anche il caso del gatto Leone, scuoiato vivo e lasciato agonizzante in strada ad Angri, in Campania. E di un altro gattino, spinto con un calcio in una fontana da una ragazza ad Alberobello, in Puglia.

Anche la capretta buttata dal balcone di un agriturismo al confine tra Anagni e Fiuggi. Violenze riprese con uno smartphone, tra risa sguaiate, e poi pubblicate sui social. Non è un dettaglio: come nel caso del bullismo contro i nostri simili, anche quello contro gli animali trova nel web una cassa di risonanza. Con il rischio di produrre emulazione.

Insegnarlo a scuola l’educazione al rispetto degli animali significa fare un’azione di prevenzione importante, che scardini l’abitudine all’esercizio della brutalità del forte sul debole. Per evitare che esseri innocenti come il cane Aron, il gatto Leone e molti altri siano vittime. Ma anche perché in generale chi è fragile e vulnerabile non abbia più a temere, e la nostra società sia in grado di raggiungere traguardi morali e civili più elevati.

(Fonte: Iodonna.it)

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