Maltempo, tappa modificata e accorciata di oltre 80 chilometri, proteste da parte dei corridori, la 16esima tappa del Giro d’Italia e’ partita con oltre due ore rispetto al previsto. I concorrenti sono partiti da Lasa in Val Venosta e non da Livigno (nella foto un momento dell’arrivo della tappa di domenica) causa le avverse condizioni meteo. Niente Umbrailpass tra Valtellina e Svizzera – il Giogo di Santa Maria doveva essere la nuova ‘Cima Coppi’ dopo la cancellazione della settimana scorsa del passaggio sullo Stelvio – e trasferimento dei corridori a bordo delle ammiraglie fino alla localita’ altoatesina per una tappa che si sviluppera’ completamente in Alto Adige.

La lunga mattinata si e’ conclusa con un doppio comunicato da parte degli organizzatori e con i ciclisti che in zona di partenza si sono rifiutati di salire in sella sotto la neve e con temperature molto basse a Livigno e proseguire in carovana fino al tunnel Munt La Schera che segna la frontiera fra Italia e Svizzera. Gia’ ieri sera, date le previsioni meteo avverse, gli organizzatori di Rcs avevano diffuso un protocollo che prevedeva tre opzioni in base alle condizioni meteo che si sarebbero presentate l’indomani. La prima prevedeva il normale svolgimento della tappa, la seconda arrivare fino ai 2.498 metri dell’Umbrailpass, fermare la corsa per tre minuti per consentire ai corridori di cambiarsi, e ripartire, la terza neutralizzare la tappa fino ad un luogo nel quale sarebbero state soddisfatte le condizioni di sicurezza.

Questa mattina il sindacato dei corridori ha fatto pervenire una lettera firmata dalla totalita’ dei concorrenti al direttore di gara Mauro Vegni che se non fosse stato rimosso dalla tappa l’Umbrailpass, ci sarebbe stato uno sciopero. La direzione di gara e’ rimasta inflessibile restando ferma sulla partenza a Livigno dove nel frattempo aveva iniziato a nevicare. Julian Alaphilippe ha detto, “faremo i pupazzi di neve” mentre l’australiano Ben O’Connor, quarto nella classifica generale, ha affermato riferendosi alla direzione di gara, “penso che sia probabilmente una delle gare peggio organizzate, e’ un peccato che nel 2024 ci sono ancora dinosauri che davvero non vedono il lato umano delle cose”.

La maglia rosa, lo sloveno Tadej Pogacar ha affermato, “io sono pronto, ma l’organizzazione poteva essere pronta diversamente, potevano disegnare una tappa diversa perche’ in una situazione del genere con i bus gia’ partiti e le auto con le gomme non da neve diventa difficile affrontare la tappa cosi’”

(Fonte: Radiotsn.tv)

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